In My Life on 28 January, 2010 by midclass Tagged: London
E così dopo esser tornato a Londra domenica è partita la ricerca per la single room perfetta, o almeno che non sia una schifezza da viverci.
Oggi, 3° giorno di ricerca si era palesata la stanza ideale, se non fosse che un jappo di merda l’aveva già presa.. fuck!
Situazione casa è un po’ più grigia di questa estate, meno camere disponibili, prezzi un po’ più alti, ma niente di insormontabile. Anche lavoro sembra essere più grigia ma non ho davvero guardato per ora.
Londra? Si è sempre la stessa, solo che ora il caldo in metro è una cosa gradita visto che si gela.
Take care.
Song of the night: Aphex Twin – Schottkey 7th Path , from “Selected Ambient Works 85–92″
Se c’era il dubbio che i cretini vestissero Diesel ora è il brand stesso a testimoniarlo.
Naomi Klein sarà ben contenta di prendere questo spot come esempio dell’invasione culturale del branding, infatti in una pubblicità per una marca di vestiti non si vede un vestito manco a pagarlo ma tutti concetti culturali che definiscono il “noi” e il “loro” in modo da portare il consumatore ad identificarsi, ma sopratutto a volersi identificare, con il messaggio.
Lezione n 1 di marketing in un mondo saturo di pubblicità: creare interesse intorno alla propria campagna, c’è chi come Apple riesce a farlo attraverso la segretezza intorno ai suoi prodotti e un rilascio controllato di rumors nell’avvicinarsi al lancio del prodotto (il tablet di questi giorni è un esempio), e chi come Diesel punto sull’alternatività e la fuoriuscita dai comuni schemi sociali per creare la proprio identità culturale e far parlare di se allo stesso tempo. In questo non mi sembrano per niente stupid, anzi.
E’ fin troppo chiaro che si tenta di vendere uno stile di vita, l’appartenenza ad una comunità specifica, sul riuscirci o meno a noi consumatori la sentenza.
E’ stata annunciata la lineup per il Coachella 2010 (pagina last.fm), 3 giorni di musica a Indio, California e una gran bella esperienza da fare, ma con 300+ $ solo di biglietto e campeggio + volo + food & drink… ci salta fuori il classico stipendio da metalmeccanico.
Quindi anche quest’anno nada, ma prima o poi…
Qualche nome di mio interesse: Muse, LCD Soundsystem, Delphic, Thom Yorke, David Guetta, Tiesto, Orbital, The Gossip, Hadouken!, 2 Many DJ’s, ma davvero ce ne è per tutti i gusti e in soldoni sono presenti gran parte dei gruppi che hanno in uscita un album o è già uscito negli ultimi 12 mesi, il tutto focalizzato sulla scena USA.
Mini wiki: Contra è l’ultimo album dei Vampire Weekend, indie band from NY.
Ci sono innumerevoli ragioni perchè Contra sucks:
1) Tutto quello associato con i vampiri negli ultimi tempi è sinonimo di teens rincoglioniti ai massimi livelli, e mi pare che i Vampire Weekend non si discostino dal trend.
2) Quando la media della durata delle canzoni è sui 2 minuti, 2 minuti e mezzo, non ne può uscire niente di buono se non “canzonette”, e se proprio si deve ascoltare canzonette preferisco i professionisti del pop. Read More »
Se avete un iPhone e volete una guida in lingua inglese per London, Los Angeles, New York, Paris, Milan, Rome, Amsterdam, Barcelona, Berlin, Tokyo, allora cercate una Wallpaper* City Guide
.
La versione di Berlino è disponibile gratis, anche se non pianificate il viaggio scaricatela che è un buon esempio di come dovrebbe essere una guida su iPhone, e poi è Berlino mica Cologno Monzese.
Se siete aficionados delle versioni cartacee ce ne è anche per voi tranquilli.
“Report ha documentato che i pensionati che pagano la quota associativa Ugl mediante trattenuta Inps sono 66.000 rispetto al 558.000 dichiarati da voi e i dipendenti pubblici certificato dai ministeri sono 44.000, contro i 171.000 dichiarati da voi”
Comparsa dal nulla la Polverini può vantare una carriera mediatica esplosiva, sempre in tv ogni volta che c’erano di mezzo i sindacati (Porta a Porta & Ballarò direi ospite fisso), invitata il più delle volte come rappresentante del sindacato di destra, è arrivata alla candidatura per la successione del disgraziato Marrazzo.
Se avevo una simpatia per la Bonino (storia politica, valore morale, capacità tecnica) ora davvero non ci possono essere più freni, tanto più che la Polverini è figlia della scuola del corporativismo di destra e del movimento di destra sociale che ben è lontano dalle mie visioni libertarie.
Resta lo schifo, sopratutto perchè la risposta della Polverini è:
“Non voglio che il sindacato sia coinvolto nella mia campagna elettorale, anche perché dovrei dire cose che non posso rivelare, nell’interesse dei lavoratori italiani. Quindi non intendo rispondere a queste domande, perché non è giusto nei confronti dell’Ugl e dell’onestà di questo sindacato”
Curioso di vedere come va a finire, perchè con una risposta del genere la questione sfonda nel comico.
Mentre lo guardavo già pensavo a cosa ne avrei scritto perchè questo è un film che merita di essere pubblicizzato, uno di quei film che dici “se devi guardare 20 film in tutta la tua vita, bhe è probabile che questo sia uno di quelli”, e pensavo di iniziare così:
Ci sono film che mentre li guardi mettono in discussione tutto toccando argomenti che spesso fingiamo di non conoscere, realtà che ignoriamo per poter vivere, l’inevitabilità della morte, l’assoluta mancanza di importanza di ogni vita in confronto all’universo, il fatto che siamo e restiamo soli eppure in continua ricerca di qualcuno che possa riempirci la vita, renderci felici, ascoltare le nostre sofferenze, facciamo della nostra unicità il pilastro della nostra sanità mentale, pensando a come fare, cosa dire, cosa vestire, in costante sfida per tutta la nostra vita, continuamente alla ricerca di qualcosa che ne dia un senso che la renda immortale o che inganni la morte, c’è chi lo fa col lavoro, chi cercando la fama, chi attraverso i figli la più antica forma di perpetrazione di se stessi nell’infinità, ma tutti comunque alla ricerca della rivincita sulla morte, ben consapevoli che sia tutto inutile, eppure rimuoviamo questa certezza nell’ordine di poter ogni giorno fare ciò che dobbiamo fare.
Ecco, questo e molto altro nel film di cui non dico niente ho deciso, se la cosa vi intriga guardatelo, è il primo film scritto e diretto da Charlie Kaufman che in precedenza aveva scritto altre perle di film come Eternal Sunshine of the Spotless Mind (in Italia Se mi lasci ti cancello, che titolo del cazzo), Confessions of a Dangerous Mind (confessioni di una mente pericolosa) e Being John Malkovich (essre John Malkovich), quindi sapete il genere di film che vi aspetta.
Scoperto grazie a questo articolo che consiglio a tutti gli appassionati di cinema di leggere, anche nei commenti:
“Much of what we called ‘depression’ was really dissatisfaction, a result of setting a bar impossibly high or expecting treasures that we weren’t willing to work for.”
E’ un po’ il pensiero che gira in background nella mia mente ogni volta che esce l’ennesimo RPG giappo.
“In cut-scenes, it’s all beautiful, expensive CG of gorgeous people doing impossible / awesome things, and in the actual game, it’s accessing a spreadsheet, clicking on “go”, and watching some guys jump toward a monster, numbers flying everywhere, and then jumping back.”
Un estratto della recensione lunghissima su Kotaku, ma worth reading in queste vacanze natalizie, su uno dei giochi con più hype degli ultimi anni, Final Fantasy XIII.
Per ragioni diverse, momenti diversi, emozioni diverse, quelli che penso essere i migliori album usciti nel 2009. Sicuramente ne dimentico qualcuno, ma è giusto per dare un’idea.
Leggendo sull’iPhone tramite l’app di Internazionale un articolo sul perché a San Francisco e nel resto del mondo stanno sparendo i giornali mi è venuta l’idea che sia colpa mia, o di quelli come me.
Le ragioni spiegate non sono tanto l’avvento di Internet (non così banalmente almeno) quanto la mancanza di interesse verso i giornali stessi. A leggerlo sembrava un po’ più clever come cosa, vediamo di argomentare.
I giornali sono nati in simbiosi con le città, erano un modo per identificarsi, informarsi su quello che accadeva nella tua città, uno strumento di aggregazione e allo stesso tempo di indirizzo di una comunità geograficamente ben definita.
Oggi nelle nuove generazioni manca completamente questo senso di appartenenza, la globalizzazione o il semplice cosmopolitismo culturale contemporaneo portano all’astrazione dell’individuo dalla propria comunità di appartenenza (ironico e rivelatore trovare questo articolo su una rivista che pubblica solo stampa estera..) rendendo il vecchio concetto di giornale obsoleto.
Il nuovo è appunto una informazione online internazionale personalizzata in cui non c’è molto spazio per il localismo rimpianto.
Sarebbe un buono spunto per una tesi in giornalismo/comunicazione/new media.
Sono ormai mesi e mesi che se ne specula e non ci sono ancora conferme, si parla di un prezzo di 700 $, un lancio prima organizzato per inizio 2010 e ora spostato nella seconda metà.
Tra le tante possibilità del device, la più interessante è la rivoluzione che può portare nel mondo della carta stampata, in particolare le riviste, forse c’è in progettazione un sistema di distribuzione contenuti simile a iTunes.
Sta di fatto che dopo questo video, so già che ne voglio uno, ora.
Il video non è direttamente legato al rumor iTablet, ma vedendo la grafica usata e i vari elementi della GUI molto simili a Mac Os X e iPhone Os direi che è lecito pensarlo.