Continua la traduzione di ” “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf) del CSIS.
La prima parte qui, la seconda qui, la terza qui, la quarta qui e la quinta qui.
Il ruolo della Cina
Gli osservatori ci dicono che la Cina è stata il fornitore principale per l’Iran di tecnologie relative al nucleare per gli anni ‘80. Per esempio ha fornito all’Iran un separatore di isotopi elettromagnetico (EMS) e e un reattore termico per la ricerca della potenza di 30 kilowatt. In aggiunta gli U.S. accusano la Cina d’aver aiutato l’Iran nello sviluppare le sue capacità estrattive d’uranio, nella fabbricazione di combustibile, nella purificazione dell’uranio, nella produzione di tubi in zirconio.
All’inizio degli anni ‘90 è stato rivelato che la Cina ha aiutato l’Iran per quasi un decennio. L’aiuto includeva la preparazioni di scienziati iraniani, la fornitura di due “mini” reattori per la ricerca e dei macchinari atti a separare gli isotopi per arricchire uranio pronto all’uso nelle armi. Queste rivelazioni e le loro conseguenze hanno svolto spesso un ruolo centrale nelle discussioni tra cinesi e americani.
Nel 1997 la Cina ha accettato di fermare la sua cooperazione nucleare con l’Iran incluso un progetto di conversione dell’uranio che secondo gli U.S. forniva all’Iran il know-how per produrre hexafluoride o uranio dioxide – materiali usati nella costruzione di armamenti. La Cina ha implementato nel 1998 nuovi controlli sulle esportazioni e nel 2001 gli U.S. hanno concluso che “[la] Cina sembra continuare gli impegni presi nel 1997″.
Mentre il governo cinese sembra mantenere i suoi impegni, delle compagnie cinesi sono state accusate dagli U.S. d’aiutare l’Iran. Nel dicembre 2005, il Dipartimento di Stato U.S. ha sanzionato sei compagnie cinesi, una australiana e due indiane. Gli USA chiamarono le sanzioni “un importante ed efficace strumento per contrastare lo sviluppo iraniano di missili e WMD”. Le sanzioni USA contro importanti compagnie cinesi come la China North Industries Group e China National Aero-Technology Import & Export portarono il governo cinese a dichiarare “Siamo insoddisfatti e fermamente contrari alla sanzioni del governo U.S. contro compagnie cinesi… [La Cina] ha sempre adottato un serio e responsabile atteggiamento sulla non-proliferazione e ha adottato serie ed efficaci misure per rafforzare i controlli sulle esportazioni”.
Nel settembre 2005, il gurppo d’opposizione iraniano, National Council of Resistance of Iran (NCRI), disse “La prima fase comprende la produzione di 5.000 macchinari. Circa due terzi sono state costruite, testate e pronte per l’uso… Hanno contrabbandato centrifughe dalla Cina, da Dubai verso Tehran… negli ultimi due anni”. Queste dichiarazioni rimangono non confermate, in particolare quelle sul numero di centrifughe. Mentre alcuni credono che l’Iran potrebbe avere i progetti per le centrifughe, molti esperti credono che l’Iran non ha ancora le capacità per produrre così tante centrifughe. E’ comunque importante notare che le ispezioni dell’IAEA e difficoltà tecniche possono aver ritardato gli sforzi iraniani.
Fine parte 6, continua…
Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.
Nella parte 7 si parlerà delle sanzioni economiche.




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Trovo bello trovare nella rete delle voci critiche ed intelligenti che sanno leggere il mondo rinunciando al pregiudizio ed al ragionamento per assiomi….certo ragionare richiede sempre sforzo per informarsi e per confrontarsi. Questo Blog ringrazia i…
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