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The Day After: Southside Festival 2009 @ Neuhausen ob Eck DE

In Concert on 25 June, 2009 by midclass Tagged: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Versione Sintetica: Kraftwerk, Editors, NIN, Moby… poteva andare peggio.

Versione Estesa: partiamo come al solito dall’inizio, bello il campeggio con tanto spazio, un supermarket per le bevande, un buon equilibrio di bagni chimici che non fa mai male e anche tendone doccia gratuito.

Come sempre inserisco mappe varie giusto per orientarsi e per ricordarmi un po’ dove ero.

Stages Map

Southside Festival 2009 Stages Map

Southside Festival 2009 Stages Map

Camping Map

Southside Festival 2009 Camping Map

Southside Festival 2009 Camping Map

Venerdì

Southside Festival 2009 time table friday

Time Table Friday

Il primo giorno si apre con pioggia che rompe le palle tutto il giorno con picco sui Fleet Foxes. Ma andando con ordine vediamo i Silversun Pickups nel Red Stage detto anche “il tendone” o come lo chiamavo io il “club stage” in ricordo del Rock Im Park, comunque l’unico stage al coperto, usciamo e c’è Lily Allen nel Green Stage AKA Mainstage, bella ragazza, un po’ di pancetta che non le sta male, canticchia e si diverte, fa un po’ la figa sul palco, musicalmente niente di che, semplice pop senza lode ne infamia.

Arriva il momento del primo vero gruppo che voglio sentire, i Fleet Foxes suonano al Blue Stage (che non si capisce perchè è più piccolo del Green pur presentando nomi nettamente migliori), e naturalmente scende il diluvio, ma stoico sto al mio posto e li sento fino all’ultimo, loro meritano, ci fosse stato il sole ne avrebbe guadagnato l’esibizione, ma nonostante il tempo è uno dei momenti migliori della giornata.

Fleet Foxes – White Winter Hymnal

Si sentono un po’ i Keane in sottofondo fino a che non si torna nel Red a sentire i The Whip, e qui prima grande rivelazione perchè live ci sanno fare, tirano dentro tutti in una specie di electro punk rock a tratti molto new wave, sempre energico e ballabile, sicuramente da rivedere se è possibile.

The Whip @ Southside

The Whip – Anyway You Choose To Give It (remix of The Black Ghosts song)

Intanto il tempo passa prendono posto i Die Arzte sul Main ma si possono tranquillamente ignorare visto che fanno una canzone (niente di che) e 15 minuti di chiacchere in crucco maledetto, decido che ci sono i Friendly Fires lì e non posso non sentirli anche a costo di perdere un po’ di Nick Cave, mai scelta fu più sbagliata, lascio 30 minuti, 6 canzoni, al gruppo per riprendersi ma non ce la fanno, le canzoni sono quelle e sono eseguite anche bene, ma manca l’atmosfera è tutto molto distaccato freddo, qualcuno lancia anche bicchieri sul palco, esco il più in fretta possibile e raggiungo il Blue Stage dove Nick Cave & The Bad Seeds stanno mettendo in scena uno spettacolo al limite del teatrale dove personaggio, scrittore, interprete è solo lui, Nick Cave, voce superba, energia da vendere e pathos ogni volta che fa qualcosa. La chiusura con Lucy è qualcosa che non si descrive si può solo tentare di capire, qua un video per chi non c’era.

Nick Cave & The Bad Seeds – Lucy

Sabato

Southside Festival 2009 time table saturday

Time Table Saturday

Si inizia con The Dø seguiti a ruota dai Datarock che tanto allegri quanto innegabilmente cafoni si permettono una chiusura con Time Of My Life che è un misto tra il piegarsi dalle risate e il cantare in coro, divertenti è sicuramente il termine che più gli si addice.

Datarock – Fa-Fa-Fa

Datarock – Time Of My Life

Si continua con la pazzia con i Gogol Bordello a cui sacrifico volentieri un paio di occhiali gravemente danneggiati in un pogo, loro sono bravi e casinisti, per 1 oretta non importa più niente a nessuno solo saltare, abbracciarsi, stringersi e ridere. Ma dopo questa sfogo muscolare arriva un momento più riflessivo con una delle più belle esibizioni del Southside Festival, salgono sul Green Stage gli Editors e mettono giù una serie di canzoni che uno rimane un po’ intontito da tanta bravura tutta insieme.

Editors – An End Has A Start

Arriva il momento dei Franz Ferdinand in cui non mi dilungo, in pratica ripetono lo show fatto al Palasharp qualche mese fa, ma questa volta più convinti ed energetici sarà che suonavano davanti a 5 volte tanto la gente del Palasharp e nella cornice di un festival come il Southside, per il resto scaletta e gag sono sempre le stesse, rimane un buono spettacolo in cui ci si diverte e se si sanno le canzoni si canta tanto.

Finiti i Ferdinand si va per la chiusura della seconda serata nel Blue Stage dove c’è ad aspettare Trent Reznor con i Nine Inch Nails. Molti commenti sono superflui e da modestissimo conoscitore della band non mi allungherò molto, dico che meritano assolutamente, bravi musicisti, molta energia e ancora una volta un pezzo da brividi a concludere la serata. Se il giorno prima era Nick Cave con Lucy, questa sera è la volta di Hurt. Nei video manca l’anima più rock della band, ma quella è fin troppo scontata da sottolineare.

Nine Inch Nails – La Mer

Nine Inch Nails – Hurt (video not from Southside Festival)

Domenica

Time Table Sunday

Time Table Sunday

Sentiamo un po’ Avi Geffen, non male, i Blood Red Shoes al Blue Stage che aprono ai Ting Tings e lo fanno alla grandissima, lei chitarra e voce, lui batteria e controcanto, semplici diretti.. se hai delle belle canzoni funziona, e loro hanno delle belle canzoni, direi una delle rivelazioni del festival. Arrivano i Ting Tings e portano il loro solito repertorio, forse ormai un po’ logoro ma sempre d’effetto, visti un po’ da lontano ma gustati lo stesso; poi l’occasione fa l’uomo fesso, e ci fermiamo 30 secondi a sentire Katy Perry: sto fenomeno tutto mediatico conferma la regola che vuole ragazze belle e disinibite lanciate con un tormentone, incapaci di cantare live, proviamo tanta vergogna per lei e ce ne andiamo a sentire un gruppo che ha segnato il grunge: Pixies!

Naturalmente sfiga vuole che per andare a prendere posto per l’attacco di Moby sentiamo il finale dei Pixies da lontano con l’immancabile Where Is My Mind?. Per fortuna Moby ci ripaga ampiamente con estratti dall’ultimo album e grandi classici come Go, We Are All Made Of Stars, Lift Me Up, Natural Blues.. e sul finale un pezzo che volevo sentire live da una vita: Feeling So Real! A ripensarci sto ancora male, uno dei top moment di tutto il lungo weekend.

Moby – Feeling So Real

Ed ecco che finito Moby e finite le energie in larga parte, ci si appresta alla chiusura del festival e in grandissimo stile, non ci sono parole per descrive lo show realiazzato dai Kraftwerk, visionario forse è il miglior aggettivo, graficamente e musicalmente appagante qualcuno, l’ha definito una “installazione” nel senso artistico e mi trova perfettamente d’accordo.

Si è semplicemente andati oltre la musica, la grafica, il messaggio… è un’esperienza, una sensazione, e allo stesso tempo un evento storico (per i profani, stiamo parlando dei Beatles dell’elettronica).

Per me i Kraftwerk segnano il punto più alto di tutto il festival, senza nessun dubbio. Giusto un video per dare l’idea, ma pezzi come Man Machine, Radioactivity, The Model, Numbers, Trans Europe Express, Autobahn, The Robots sono davvero il manifesto di un epoca, per chi ha la sensibilità di capirlo.

Kraftwerk – Tour De France

Se ci devono essere delle riflessioni finali sono che il Southside Festival è un evento che merita almeno una volta nella vita, ogni anno la line up è pazzesca, e quest’anno non era da meno, anzi. L’unico dispiacere è stato il tempo incerto, 3 giorni tra pioggia e nuvole non sono forse il clima ideale, ma la musica, la grande musica sentita e vissuta ha preso il sopravvento su tutto.

2 Responses to “The Day After: Southside Festival 2009 @ Neuhausen ob Eck DE”

  1. [...] 19 ,20, 21 – Southside Festival @ Neuhausen ob Eck DE – Recensione [...]

  2. [...] I know, back 3 weeks ago I was joking about the frontman and all the band for the performance at Southside Festival, well I haven’t change my mind, they still sucks (and we walk out on the 2nd song and top [...]

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