“I want it all, and I want it now” generation
3 June, 2010 Leave a comment
Via: Giavasan
If you liked the video, check out Motivation: why we do (or don’t) what we do too!
just my blog
3 June, 2010 Leave a comment
Via: Giavasan
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1 March, 2010 Leave a comment
Reading on the italian newspaper La Stampa (via Dagospia) the risks every day bus drivers and passengers take in the suburban area of Paris (30 minutes from the Elysee) leave me shocked and embarrased.
Gun fire, blade fight, intifada-like riots from teenagers… Is this what lies in the shadow of the Tour Eiffel?
11 January, 2010 2 Comments
Salta fuori che l’UGL ha stragonfiato il numero dei suoi iscritti per potersi sedere ai tavoli che contano e autoassegnandosi il patentito di “sindacato rappresentativo del paese”.
“Report ha documentato che i pensionati che pagano la quota associativa Ugl mediante trattenuta Inps sono 66.000 rispetto al 558.000 dichiarati da voi e i dipendenti pubblici certificato dai ministeri sono 44.000, contro i 171.000 dichiarati da voi”
Comparsa dal nulla la Polverini può vantare una carriera mediatica esplosiva, sempre in tv ogni volta che c’erano di mezzo i sindacati (Porta a Porta & Ballarò direi ospite fisso), invitata il più delle volte come rappresentante del sindacato di destra, è arrivata alla candidatura per la successione del disgraziato Marrazzo.
Se avevo una simpatia per la Bonino (storia politica, valore morale, capacità tecnica) ora davvero non ci possono essere più freni, tanto più che la Polverini è figlia della scuola del corporativismo di destra e del movimento di destra sociale che ben è lontano dalle mie visioni libertarie.
Resta lo schifo, sopratutto perchè la risposta della Polverini è:
“Non voglio che il sindacato sia coinvolto nella mia campagna elettorale, anche perché dovrei dire cose che non posso rivelare, nell’interesse dei lavoratori italiani. Quindi non intendo rispondere a queste domande, perché non è giusto nei confronti dell’Ugl e dell’onestà di questo sindacato”
Curioso di vedere come va a finire, perchè con una risposta del genere la questione sfonda nel comico.
2 May, 2009 1 Comment
NoiseFromAmeriKa cerca di spiegare perchè l’Italia torna ad essere classificata “partially free” da Freedom House nel suo rapporto annuale.
Lettura consigliata per capire metodologia e ragioni di questo risultato.
Le motivazioni così riassunte da Freedom House nel suo rapporto generale, e tradotte da NoiseFromAmerica:
Italy slipped back into the Partly Free range thanks to the increased use of courts and libel laws to limit free speech, heightened physical and extralegal intimidation by both organized crime and far-right groups, and concerns over media ownership and influence. The return of media magnate Silvio Berlusconi to the premiership reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader.
Traduzione: L’Italia è scivolata nell’area dei Parzialmente Liberi grazie all’uso accresciuto delle corti di giustiza e di leggi contro la diffamazione per limitare la libera espressione, all’aumentata intimidazione di tipo fisico ed extralegale da parte della criminalità organizzata e di gruppi di estrema destra e a preoccupazioni relative alla proprietà dei media. Il ritorno del magnate dei media Silvio Berlusconi al governo ha risvegliato timori sulla concentrazione dei mezzi privati e posseduti dallo stato sotto il controllo di un unico leader.
Notare che le cause nominate sono: lo stato e le sue leggi, la criminalità, lo stato e la gestione dei media pubblici di cui si vede incaricato un gestore di reti private.
I problemi creati dallo stato e dalla criminalità in Italia vengono oscurati sulla stampa da Berlusconi e la solita polemica politica, non so se è anche questo causa e frutto del “partially free”, di sicuro non è informazione.
10 April, 2009 2 Comments
Una spiazzante inchiesta dell’Independent mette a nudo le basi su cui è stata costruita ed ha prosperato Dubai: schiavitù, credito e consumismo.
Ora che la crisi economica mostra il conto il sogno di di questa cattedrale nel deserto comincia a vacillare, per le migliaia di immigrati ridotti in schiavitù si preannunciano temi ancor più duri di quelli attuali (se mai è possibile).
E’ in inglese e un po’ lungo, ma merita davvero una lettura per capire cosa si cela dietro il boom di Dubai e il sistema che viene indicato come un modello per i paesi arabi.
The dark side of Dubai – Johann Hari – The Independent.
UPDATE: Giusto per ricordare che Dubai non è un fallimento del capitalismo o del liberismo al contrario. Senza l’intervento dello stato e dei petrodollari (anche questi di controllo statale) gettati a fiume per finanziare questa pazzia, Dubai sarebbe ancora oggi un mucchietto di sabbia e nulla più.
10 April, 2009 Leave a comment
Un’intervista sul Los Angeles Times a 5 vecchietti che negli anni 60 lavoravano alla cosidetta “area 51″ chiarisce un po’ di dubbi sul perchè di tanti avvistamenti UFO.
Perchè parlano ora e non prima? Perchè il progetto OXCART a cui lavoravano è stato desecretato da poco .
Il progetto OXCART è il nome in codice per il Lockheed A-12 da cui è stato sviluppato il Blackbird, l’aereo spia più futuristico e veloce che sia mai stato costruito e facilmente scambiabile per un UFO a quei tempi.
Articolo completo: The Road to Area 51 – Los Angeles Times.
Era facilmente intuibile che non ci fossero omini verdi nel Nevada, chissà come la prenderanno i complottisti.. di sicuro non si arrenderanno neppure di fronte all’evidenza.
24 March, 2009 Leave a comment
Su Gizmodo versione US, non la versione fuffa italiana che traduce qualcosa dell’originale, c’è una interessante intervista a P.W. Singer autore del libro Wired For War, che già avevo in wishlist su Amazon e ora toccherà comprarlo per forza.
Alcuni punti sparsi dell’intervista se non avete voglia di leggerla (sfaticati) o non conoscete l’inglese (cosa aspettate ad impararlo?). Read more of this post
23 March, 2009 2 Comments
Qualcosa che il PDL deve imparare dal PD è questo.
Lei si chiama Debora Serracchiani e le canta e suona in faccia al suo segretario Franceschini con lui che ascolta (e spero prenda spunto).
12 February, 2009 8 Comments
Da qualche giorno passa in tv questo spot in cui 2 comici di Zelig ci esortano ad entrare in farmacia il 14 gennaio, comprare 1 farmaco, donarlo al banco farmaceutico.
“Andiamo in farmacia a far del bene a chi ne ha veramente bisogno”
Bene, l’iniziativa è più che lodevole, donare farmaci a chi ne ha bisogno e non può permetterseli, ma è la modalità che mi lascia pensieroso, perchè si, i farmaci (si spera!) finiranno a chi ne ha realmente bisogno ed è impossibilitato a comprarli, ma buona parte del nostro altruismo beneficerà altre persone non propriamente così bisognose, chi? Farmacisti e case farmaceutiche. Vi spiego come… Read more of this post
19 January, 2009 Leave a comment
Su Epistemes.org un’ottima analisi di Andrea Gilli sulle ragioni che hanno portato Israele a conquistare una vittoria militare in Gaza, diverso è il discorso della vittoria politica che non sembra conquistabile, se non addirittura impossibile.
Riassumendo Israele ha imparato dalla campagna del 2006 in Libano contro Hizbullah dove si era preposta degli obiettivi non raggiungibili, inoltre le condizioni di partenza dello scontro questa volta erano nettamente a favore di Israele sia per il ridotto territorio di Gaza, che per l’impreparazione militare di Hamas.
Consiglio la lettura integrale dell’analisi (link).
3 November, 2008 Leave a comment
Se domani dovesse vincere McCain sarebbe l’ennesima prova che:
Ma soprattutto, dovesse vincere McCain… chi glielo dice alla Botteri?
Resto convinto che negli USA per portare alla vittoria Reagan ci sono voluti 4 anni di Carter, 4 anni di Obama sembrano la premessa necessaria alla possibilità di un nuovo Reagan, o almeno ci spero.
25 October, 2008 Leave a comment
Come riassumere un bilancio di 1182 miliardi di dollari scritto in più di 5000 pagine in maniera semplice, comprensibile e allo stesso tempo creando qualcosa di bello?
Death & Taxes 2009 è la risposta.
Un poster 24″x36″ (circa 60×90 cm) in cui ogni spesa del bilancio federale discrezionale 2009 è presente e da cui si può ricavare con un colpo d’occhio un quadro d’insieme su come il governo federale USA stia spendendo circa 1/3 dei soldi dei taxpayers.
Davvero notevole che la spesa militare o riconducibile alla sicurezza nazionale sia il 68% del totale, circa 800 miliardi di dollari, e solo per il 2009!
La spesa rappresentata è solo 1/3 del totale del budget federale, i restanti 2/3 sono spesi in programmi come Medicare, Medicaid, Social Security, interessi sul debito pubblico e altro ancora come si può vedere nell’immagine (che è un angolo del poster).
Fossi un contribuente USA credo ne avrei già ordinato uno, anche se probabilmente mi porterebbe ad odiare ancora di più le tasse di quando già non faccia…
Via: gizmodo
16 October, 2008 1 Comment
Ottimo video che spiega in maniera realmente semplice ed essenziale la truffa in corso che deruba i cittadini.
Da vedere e far circolare.
“Se la gente capisse la natura del nostro sistema monetario e creditizio, avremmo una rivoluzione domani mattina presto”
Henry Ford
Via: Snow Crash
2 October, 2008 Leave a comment
Se evitavano di aggiungerci la catena di Sant’Antonio alla fine era meglio; più che non-partisan mi pare chiaramente liberal come messaggio: universal healthcare, gun control, gay rights, abortion rigths etc Read more of this post