Robin Tax, Alitalia, Card per la spesa degli anziani… già si capiva che non era proprio un inizio di legislatura liberista, poi mi leggo sul Corriere il Presidente del Consiglio, Berlusconi per chi no lo sapesse, dire:
“Noi vogliamo una economia sociale di mercato – dice Berlusconi – Una democrazia non può permettersi cittadini in condizioni di miseria. Con il libro sul welfare approfondiamo i bisogni delle famiglie più deboli. È una politica decisamente di sinistra. Questo Governo che è di centro, liberale, con cattolici e riformisti, intende procedere con una politica che la sinistra promette solo a parole”.
Ecco, premesso che a nessuno piace la miseria, ma la vogliamo fare una politica liberale nei fatti e non solo a parole e lasciare i socialismi vari alla sinistra di cui ama vantarsi tanto?
Io ero rimasto al Partito della Libertà, dove libertà stava per liberale non per socialista!
Io non voglio “una economia sociale di mercato”, voglio solo una economia di mercato, la funzione sociale è implicita in un sistema di libero mercato, se poi ci vogliamo mettere gli ammortizzatori sociali ben vengano, ma da questo a regalare centinaia di milioni di euro dei contribuenti a compagnie fallite da tempo come Alitalia o spargere tessere per il pane (manco si fosse in tempo di guerra…) ai pensionati ce ne passa.
E poi se si volesse anche tagliare le tasse già che siamo al governo non sarebbe poi così male, perchè tra tutte le promesse che si devono mantenere, l’abbattimento della pressione fiscale è in cima alla lista di molti italiani.
Facciamo una politica liberale, quella di “sinistra” lasciamola appunto alla sinistra.
P.S. Se c’è la possibilità di esportare Tremonti in Venezuela credo che faremmo felici un po’ tutti (esclusi i venezuelani).







