Su consiglio di Silendo ho letto il report del CSIS (Center for strategic & International Studies) dal titolo “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf).
Per tutti gli interessati che non hanno tempo di leggersi le 54 pagine della pubblicazione, o che non conoscono l’inglese, ho tradotto e in parte riassunto il report.
A tutti gli altri consiglio la lettura integrale.
Introduzione
Un Iran dotato di armi nucleari è un fattore di destabilizzazione per tutta l’area del Golfo e spingerebbe sicuramente Israele, e probabilmente Pakistan e India ad attrezzarsi per un possibile attacco, anche se uno scontro è improbabile.
Ogni azione possibile, dalle sanzioni all’intervento militare contro l’Iran, non assicurano la certezza di una stop al programma nucleare e il grado di successo di queste iniziative è legato anche all’evolversi della situazione politica interna iraniana.
Che tipo di potenza nucleare sarà l’Iran?
Non è ancora chiaro a cosa asprira il regime iraniano, potrebbe fermarsi giusto ad un passo dalla costruzione di una bomba nucleare per non incorrere in ritorsioni ma avere comunque il potere di deterrenza dato dalla possibilità di costruire arsenali nucleari in breve tempo.
Non è chiaro neanche il tipo di bombe, di razzi, di tattica militare che intende sviluppare, ad ogni scelta corrisponde una risposta diversa da parte dei vicini dell’Iran nella regione e degli U.S., oltre che d’Israele.
Opzioni iraniane per evitare un attacco degli USA o di Isreale, o per apparire in accordo con le richieste dell’ONU o della EU.
- Far credere d’aver sviluppato armi atomiche.
- Fermarsi per far credere di aver accettato le richieste, ed intanto migliorarsi nell’inganno e nella dissimulazione.
- Fermare la maggior parte delle ricerche tranne quelle che consentono lo sviluppo di armi termonucleari. Quando la produzione riprenderà si ritroverà con armi più letali e che richiedono meno materiale fissile.
- Sviluppare le capacità di produrre armi, senza passare alla fase di produzione vera e propria. Sviluppare tutto il sistema che porta ad ottenere la bomba atomica, come simulazioni e catena di produzione, è un ipotesi allettante fino a quando non si produce la bomba.
- Sviluppare segretamente piccoli centri di produzione sotterranei. Acquisire lentamente la capacità di produrre e immagazzinare armamenti.
- Test segreti della bomba usando come copertura un terremoto (usando un’atomica a potenziale ridotto); test in superficie come prova delle capacità nucleari dell’Iran.
- In apparenza cancellare tutti i programmi nucleari ambigui, e attendere fino a quando i reattori nucleari civili e le tecnologie nucleari non dipendono più da rifornimenti esteri, a questo punto usare parte della potenza nucleare per produrre Plutonio. In sintesi si tratta d’usare il Trattato di Non Proliferazione (NPT) per proliferare.
- Assemblare un numero limitato di dispositivi atomici senza renderlo pubblico. La strategia una “bomba in cantina” permette di realizzare test quando serve provare la sua esistenza e di usare bombe atomiche in attacchi sorpresa; può essere usata nello sviluppo di stategie segrete d’attacco o per continuare lo sviluppo.
- Schierare missili Shahab con testate convenzionali e creare un sistema “lancio sotto allarme/lancio sotto attacco” mixato con capacità di mobilità e difesa. Montare armi di distruzione di massa (da ora in poi WMD) nelle testate dei missili quando il sistema è pronto. In alternativa, armare segretamente alcuni missili dopo che gli Shahab e le testate sono pronte e/o equipaggiarsi con un sistema di difesa come l’ SA-400. Combinare Shahab con unità aeree e unità marine di missili Cruise per creare forze autosufficienti. Annunciare capacità nucleari una volta che la forza autosufficiente di rappresaglia sono pronte o contare sull’ambiguità nucleare.
- Smettere di sviluppare una forza minima di deterrenza e incominciare una corsa agli armamenti nucleari per arrivare al livello di altre forze nucleari della regione come Israele–per quanto riguarda il numero di bombe.
- Contare sulla capacità di colpire un’area o svilupparla al meglio.
- Schierare gli Shahab come missili convenzionali, e dargli la possibilità di essere nascosti, o organizzarli con un adatto sistema d’avvertimento, di comando e di controllo così da poterli “lanciare sotto allarme” (“launch under warning”, da ora LUW) o “lanciare sotto attacco” (“launch under attack”, da ora LUA). Può convertire “instantaneamente” parte delle sue forze aeree ad uno stato di LUW o LUA semplicemente armandole con armi nucleari e mettendole in allerta. Anche schieramenti nucleari come questi possono avere un grande potere deterrente sia su Israele che sugli USA, e possono provocare grandi danni a qualsiasi Stato del Golfo o a qualsiasi impiato energetico dell’area.
- Schierare satelliti per migliorare il targeting e la valutazione del danno.
- Sviluppare piccole armi,e/o armi radioattive, per trasferirle agli estremisti e/o ad organizzazioni sotto copertura. Usare la minaccia del trasferimento come elemento di deterrenza, colpire obbiettivi in modo che negare il coinvolgimento abbia qualche grado di credibilità, o usare il trasferimento di armi come aiuto agli attacchi o per scopi di rappresaglia.
L’opzione “CBR”, con o senza “N”
(CBRN è l’acronimo inglese per Chimico,Biologico,Radioattivo,Nucleare NdT)
E’ impossibile non considerare l’ipotesi che l’Iran possa sviluppare armi biologiche (più comunemente chiamate armi batteriologiche) in seguito ad uno stop al suo programma nucleare, ne si può escludere che non stia sviluppando un programma di armi biologiche in parallelo con il suo programma nucleare. Potrebbe anche scegliere di sviluppare “armi radioattive” (tipo la “bomba sporca” NdT). queste armi possono essere di 3 tipi–tutte possono essere usate con armi chimiche e biologiche.
- Il primo tipo sarebbe una “bomba sporca“ realizzata usando materiale fissile contaminanto o a basso livello d’arricchimento, avrebbe basso potenziale e minor produzione di calore, ma produrrebbe ancora dai 3 ai 5 kilotons, inoltre avvelenerebbe efficacemente una città se scoppiasse vicino al suolo. Un ordigno del genere riduce i problemi di progettazione e realizzazione che si incontrano nel creare bombe nucleari pulite ed efficienti.
- Il secondo tipo l’uso di una bomba non testata, o non affidabile, o montata su un missile impreciso e farla detonare vicino al suolo in modo che le radiazioni compensino gli errori di produzione o l’imprecisione del missile.
- Il terzo tipo è l’uso di materiale radioattivo in forma liquida o di micro-polvere come arma non convenzionale. E’ molto difficile ottenere un’alta mortalità da un’arma del genere, e sicuramente l’uso di armi biologiche sarebbe più pesante e mortale. Avrebbe comunque la capacità di contaminare una zona chiave e di creare il panico.
Mentre USA e Russia hanno rifiutato di sviluppare armi radioattive perchè riescono a controllare con precisione la potenza delle loro atomiche, questa opzione potrebbe essere attrente in Iran. Come nel caso di armi chimiche e biologiche, la possibilità che l’Iran si doti di qualsiasi tipo di arma nucleare accresce il suo potere d’intimidazione sui suoi vicini.
L’Iran può trasportare armi chimiche, biologiche e nucleari sui suoi bombardieri, attraverso viaggi segreti o con i missili. Può usare missili Scud e gli Shahab-3 possono raggiungere virtualmente tutte le città della regione comprese alcune città dell’Arabia Saudita. Gli Shahab-3 probabilmente hanno un carico troppo ridotto e sono troppo imprecisi per essere usati con testate convenzionali, ciò non siginifica che non si possa fare, il massimo impatto militare si ha soltanto se vengono usati per trasportare armi di distruzione di massa. L’Arabia Saudita è spaventata che l’Iran passi ad alcuni gruppi anti-sauditi WMD.
Fine parte 1, continua…
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La parte 2 la trovate qui.