Posts Tagged ‘Libano’

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Gaza 2009: Israele ha imparato dal Libano 2006

In Politics on 19 January, 2009 by midclass Tagged: , , , , , , ,

Su Epistemes.org un’ottima analisi di Andrea Gilli sulle ragioni che hanno portato Israele a conquistare una vittoria militare in Gaza, diverso è il discorso della vittoria politica che non sembra conquistabile, se non addirittura impossibile.

Riassumendo Israele ha imparato dalla campagna del 2006 in Libano contro Hizbullah dove si era preposta degli obiettivi non raggiungibili, inoltre le condizioni di partenza dello scontro questa volta erano nettamente a favore di Israele sia per il ridotto territorio di Gaza, che per l’impreparazione militare di Hamas.

Consiglio la lettura integrale dell’analisi (link).

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Hybrid War: Hezbollah è l’esempio per le piccole nazioni?

In Politics on 8 September, 2008 by midclass Tagged: , , , , , , , , , ,

Come si è visto nella guerra tra Georgia e Russia, una nazione di piccole-medie dimensioni non ha nessuna possibilità di sconfiggere una forza militare di una grande potenza quale è la Russia; anche se le forze militari messe in campo sono vecchie, con un rapporto numerico di 10:1 si è ancora capace di fare danni, è il caso dei carri armati russi vecchi di decenni, ma in grado con il loro numero di creare un vantaggio effettivo sul campo di battaglia.

Ecco che allora l’esempio di Hezbollah e della guerra del Libano 2006 con Israele viene in soccorso di queste piccole-medie nazioni; leggendo su Danger Room se la Georgia, il suo esercito, si debba o meno trasformare in una versione locale di Hezbollah, trovo un link ad uno special report del National Defense Magazine dove viene spiegato che Hezbollah in alcuni casi è destinata a fare scuola.

Si pensi ad una piccola nazione: sul piano di una guerra convenzionale non ha nessuna possibilità di vincere una guerra con una grande nazione quali Russia, USA o Cina, ma con un esercito non convenzionale, armato con le ultime tecnologie disponibili come UAV e lancia razzi (RPG o Javelin) potrebbe pur con un numero ridotto di uomini creare seri problemi al controllo aereo di un determinato territorio.

Usando basi di appoggio coperte dai civili o da attività “politicamente sensibili” da attaccare come ospedali e scuole un singolo uomo con RPG creerebbe sicuramente molto più danno e occuperebbe molte più forze dello stesso singolo uomo inquadrato in un esercito convenzionale.

Per il Libano ha funzionato, in Iraq ha creato seri problemi alle forze della coalizione, lo stesso Vietnam è un modello con le dovute distinzioni. 

Le risposte al problema messe in campo dal Pentagono sono una maggior flessibilità dell’equipaggiamento e delle truppe on the ground, sul terreno, anche se rimangono poco chiari quali siano i margini d’azione per le truppe, esempio:

Attraverso una ricognizione tramite UAV si vede un nemico armato di RPG rifugiarsi in un vano di un’ospedale, è lecito o meno bombardare il luogo con ordigno di precisione magari tramite segnalatore laser montato sull’UAV?

Sono scelte determinate: dall’amministrazione in carica, dalle condizioni on the ground, dallo scenario politico che ne nascerebbe, dalle reazioni dei media, dalle reazioni della popolazione?

Non è chiaro, non lo è stato in Iraq e rischia di rimanere altrettanto “fumoso” come argomento. Nel caso in cui queste scelte fossero fatte in base alle reazioni dei media o della popolazione è un’arma in più nelle mani dei combattenti “ibridi”, è anche vero che per delle democrazie compiute come gli USA un naturale limite dell’azione politica e quindi anche militare viene dalla popolazione. 

Questo tipo di problemi non si pone in regimi più o meno autoritari come nel caso di Russia e Cina che possono permettersi una soppressione brutale del nemico contando sull’appoggio di popolazioni nazionaliste se non al limite inconsapevoli (si guardi il caso ceceno per esempio).

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Libano: Il mondo arabo sta a guardare? Colpa degli USA

In Media, Politics on 12 August, 2006 by midclass Tagged: , , , , ,

Ecco la sintesi dell’analisi proposta dal Sole 24 Ore di ieri sul conflitto in Libano, oltre ad un titolo ingannevole “La passività dei paesi arabi di fronte al travaglio del Libano“, l’articolo dedica solo una piccola parte finale alle ragioni dei paesi arabi per la loro passività, si riesce anche a sbagliare l’analisi.

Il motivo, non citato, dell’apparente passività dei paesi arabi della regione alla guerra d’Israele contro Hezbollah va cercata nel bilanciamento di potere tra i vari Stati: Egitto, Arabia Saudita e Giordania a maggioranza sunnita, non vedono di buon occhio la crescente influenza dell’Iran sciita; dopo il cambio di regime avvenuto in Iraq dove si è passati da una dittatura della minoranza sunnita ad un sistema parlamentare che premia la maggioranza sciita del paese, la sfera di influenza iraniana è cresciuta gettando le basi per una supremazia regionale, ecco allora che il ridimensionamento del suo braccio armato in Libano, Hezbollah, diventa conveniente anche per i paesi arabi della regione.

Questo è il motivo della “passività” dei paesi arabi di fronte alla situazione libanese, non è la paura di un nuovo intervento USA nella regione (altamente improbabile con l’Iraq da stabilizzare) ma la paura di vedere l’Iran guadagnare ancor più potere sulla regione.

Ci si aspetterebbe molta più competenza e meno partigianeria da un giornale come il Sole 24 Ore, ma ormai non ci si sorprende più di niente.

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Photo of the Day: children and Jihad

In Photo Of The Day, Politics on 26 July, 2006 by midclass Tagged: , , ,

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Photo of the Day: Signs of Times

In Photo Of The Day, Politics on 24 July, 2006 by midclass Tagged: , , ,