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Nucleare Iran: opzioni per sanzioni e attacchi militari /6

In Politics on 19 September, 2006 by midclass Tagged: , , , , , , ,

Continua la traduzione di ” “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf) del CSIS.

La prima parte qui, la seconda qui, la terza qui, la quarta qui e la quinta qui.

Il ruolo della Cina

Gli osservatori ci dicono che la Cina è stata il fornitore principale per l’Iran di tecnologie relative al nucleare per gli anni ‘80. Per esempio ha fornito all’Iran un separatore di isotopi elettromagnetico (EMS) e e un reattore termico per la ricerca della potenza di 30 kilowatt. In aggiunta gli U.S. accusano la Cina d’aver aiutato l’Iran nello sviluppare le sue capacità estrattive d’uranio, nella fabbricazione di combustibile, nella purificazione dell’uranio, nella produzione di tubi in zirconio.

All’inizio degli anni ‘90 è stato rivelato che la Cina ha aiutato l’Iran per quasi un decennio. L’aiuto includeva la preparazioni di scienziati iraniani, la fornitura di due “mini” reattori per la ricerca e dei macchinari atti a separare gli isotopi per arricchire uranio pronto all’uso nelle armi. Queste rivelazioni e le loro conseguenze hanno svolto spesso un ruolo centrale nelle discussioni tra cinesi e americani.

Nel 1997 la Cina ha accettato di fermare la sua cooperazione nucleare con l’Iran incluso un progetto di conversione dell’uranio che secondo gli U.S. forniva all’Iran il know-how per produrre hexafluoride o uranio dioxide – materiali usati nella costruzione di armamenti. La Cina ha implementato nel 1998 nuovi controlli sulle esportazioni e nel 2001 gli U.S. hanno concluso che “[la] Cina sembra continuare gli impegni presi nel 1997″.

Mentre il governo cinese sembra mantenere i suoi impegni, delle compagnie cinesi sono state accusate dagli U.S. d’aiutare l’Iran. Nel dicembre 2005, il Dipartimento di Stato U.S. ha sanzionato sei compagnie cinesi, una australiana e due indiane. Gli USA chiamarono le sanzioni “un importante ed efficace strumento per contrastare lo sviluppo iraniano di missili e WMD”. Le sanzioni USA contro importanti compagnie cinesi come la China North Industries Group e China National Aero-Technology Import & Export portarono il governo cinese a dichiarare “Siamo insoddisfatti e fermamente contrari alla sanzioni del governo U.S. contro compagnie cinesi… [La Cina] ha sempre adottato un serio e responsabile atteggiamento sulla non-proliferazione e ha adottato serie ed efficaci misure per rafforzare i controlli sulle esportazioni”.

Nel settembre 2005, il gurppo d’opposizione iraniano, National Council of Resistance of Iran (NCRI), disse “La prima fase comprende la produzione di 5.000 macchinari. Circa due terzi sono state costruite, testate e pronte per l’uso… Hanno contrabbandato centrifughe dalla Cina, da Dubai verso Tehran… negli ultimi due anni”. Queste dichiarazioni rimangono non confermate, in particolare quelle sul numero di centrifughe. Mentre alcuni credono che l’Iran potrebbe avere i progetti per le centrifughe, molti esperti credono che l’Iran non ha ancora le capacità per produrre così tante centrifughe. E’ comunque importante notare che le ispezioni dell’IAEA e difficoltà tecniche possono aver ritardato gli sforzi iraniani.

Fine parte 6, continua…
Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.

Nella parte 7 si parlerà delle sanzioni economiche.

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Nucleare Iran: opzioni per sanzioni e attacchi militari /5

In Politics on 9 September, 2006 by midclass Tagged: , , , , , , , , ,

Continua la traduzione di ” “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf) del CSIS.

La prima parte qui, la seconda qui, la terza qui e la quarta qui.

Il ruolo della Nord Corea

L’aiuto della Nord Corea al programma missilistico dell’Iran è lungo e complesso. la Nord Corea è stata il maggior fornitore di tecnologia missilistica per l’Iran, ma le recenti indagini della comunità internazionale sulle due nazioni può aver limitato la cooperazione. Una stima dell’intelligence datata estate 2005 accusa la Nord corea d’aiutare il programma nucleare iraniano. Un report dell’intelligence riportato dalla Reuters nel luglio 2005 dice:

Alla fine degli anni ‘90 iniziò la cooperazione tra le due nazioni, in particolare sul nucleare (ricerca e sviluppo)… C’è stato un significativo avanzamento nelle relationi tra Nord Corea e Iran negli ultimi mesi… Questa cooperazione nucleare è apparentemente cresciuta significativamente negli ultimi anni come dimostra l’arrivo di una delegazione accademica dalla Nord Corea in Iran… Sembra che l’Iran stia facendo passi avanti nel suo programma nucleare sfruttando la conoscenza tecnica della Nord Corea nel campo del nucleare.

Mentre la credibilità di questo report è discussa, alcuni esperti credono sia plausibile. Un esperto iraniano dell’IAEA descrive così il report “.. è credibile. Nessuno sarebbe sorpreso se si rivelasse vero”. Altri esperti sostengono che la Nord Corea può sostituire il network di AQ Khan (del network di AQ Khan ne abbiamo parlato nella parte 3) come rifornitore di tecnologia nucleare per l’Iran.

Più recentemente, è stato scritto che l’intelligence occidentale è preoccupata per la possibilità che la Nord Corea venda plutonio all’Iran, questo potrebbe far sviluppare molto velocemente il programma nucleare iraniano. Si riferiscono alla scoperta di una consegna di 1.7 tonnellate di uranio hexafluoride (utile nel processo d’arricchimento dell’uranio). Notizie stampa sostengono che Iran e Nord Corea stanno trattando per scambiare petrolio e gas iraniano con plutonio nord coreano. La preoccupazione è successiva alla rivelazione che la Nord Corea ha prodotto, secondo stime, 43-53 chili di plutonio, abbastanza per l’uso interno e la vendita all’Iran.

Altre notizie stampa hanno rivelato l’aiuto della Nord Corea nel costruire bunker sotterranei a Tehran per proteggere importanti siti nucleari. Un team di scienziati nord coreani ha visitato Tehran nel 2005 dopo la richiesta della IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps) di condurre ricerche per costruire bunker sotterranei atti a ospitare siti nucleari. Il Daily Telegraph quotando “intelligence occidentale” dice che il piano nord coreano era di costruire diversi bunker da 1.000-2.500 metri quadri ciascuno (per un totale di 10.000 metri quadri di spazio). Ognuno di questi bunker è grande abbastanza da ospitare l’equipaggiamento necessario per costruire armi all’uranio.

La Nord Corea ha inoltre aiutato l’Iran nel suo programma missilistico. Il programma Shahab è in stretta dipendenza con lo sviluppo dei missili nord coreani SCUD-B, SCUD-C, Nodong-1, Taep’o-dong-1 e Taep’o-dong-2. Gli ultimi due sono ancora più pericolosi da quando hanno acquistato un raggio d’azione di 3.000-6.000 chilometri così d’arrivare oltre il medio oriente. Inoltre l’Iran finanzia il programma missilistico nord coreano in cambio di tecnologia missilistica e l’opzione di comprare missili. Mentre molti osservatori concordano che gli iraniani Shahab-4 e Shahab-5 non sono ancora operativi, l’avanzamento della tecnologia missilistica della Nord Corea può aumentare il passo dello sviluppo di questi ICBM (InterContinental Ballistic Missile).

Fine parte 5, continua…
Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.

Nella parte 6 “Il ruolo della Cina”.

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Nucleare Iran: opzioni per sanzioni e attacchi militari /4

In Politics on 7 September, 2006 by midclass Tagged: , , , , , , , ,

Continua la traduzione di ” “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf) del CSIS.

La prima parte qui, la seconda qui, e la terza qui.

Il ruolo della Russia

Le relazioni della Russia con l’Iran sono una storia complessa, per cercare di capire il pensiero russo sull’Iran è bene leggere quanto dice Viktor Mizin, Ministro degli Esteri russo:

Per capire la posizione della Russia nei confronti dell’Iran è importante distinguere tre gruppi all’interno dell’elite russa. Il primo supporta la proliferazione, ed è composto dalle persone che formulano la posizione ufficiale della Russia, oltre a scambiare memos con il governo americano.

Poi ci sono i fabbricanti di armamenti che possiamo considerare neutrali. In fine il terzo gruppo rifiuta ogni genere di controllo sull’esportazione o di non-proliferazione. Questo gruppo vede alcuni regimi come invenzioni della pressione di aziende USA sul governo U.S. per escludere da un mercato lucroso come quello degli armamenti le aziende russe. Mentre il primo gruppo sottoscrive tutte le proposte d’azione U.S. il terzo critica la Russia in ragione di queste firme.

Anche l’approccio alla proliferazione è diverso tra U.S. e Russia. Alcuni sotto l’influsso del politically-correct dicono che la proliferazione è pericolosa, ma se andiamo a vedere gli “stati canaglia” sono tutti ex clienti dell’Unione Sovietica: Nord Corea, Libia, Iraq e altri. Al contrario che per gli U.S., lo sviluppo di missili balistici non minaccia le truppe russe all’estero. Inoltre in Russia non esistono gruppi di pressione in grado di influenzare il voto nel parlamento.

Questa è la ragione per cui si sentono sempre parole politicamente corrette al riguardo dell’Iran, semplicemente perchè nessuno si preoccupa del pericolo.

L’Iran è un importante mercato per quel che resta dell’industria degli armamenti russa. Dopo la dissouzione dell’Unione Sovietica molte aziende d’armamenti sono rimaste senza le commissioni del governo, e ora stanno letteralmente cercando clienti all’estero.

Nel gennaio del 1995, l’Iran ha chiuso un contratto da 800 milioni di dollari con la Russia per la costruzione del reattore da 1.000 megawatt a Bushehr. L’accordo prevedeva il completamento dell’opera nel 2005, ma il caso dell’arricchimento dell’uranio del 2002 a Natanz e il reattore ad acqua pesante di Arak hanno suggerito un ulteriore analisi del programma nucleare iraniano. Vladimir Putin ha promesso a U.S. e EU che Mosca non fornirà all’Iran un reattore fino a quando l’Iran non rispetterà le raccomandazioni dell’IAEA. Ciò che preoccupa è che l’Iran userebbe la tecnologia e i reattori forniti dalla Russia per sviluppare il programma nucleare “segreto”.

Nonostante le attività di dissimulazioni iraniane, Mosca e Tehran hanno firmato un accordo sul carburante all’inizio del 2005 e questo spiana la strada per la realizzazione del reattore di Bushehr per la fine del 2006. Putin nel 2005 ha assicurato l’Iran che continuerà a cooperare con il nuovo presidente iraniano Ahmadinejad, e la testa dell’Agenzia per l’Energia Atomica Russa ha annunciato che “Tehran intende costruire altri sei reattori” e la Russia intende essere d’aiuto.

I russi continuano a lavorare al reattore di Bushehr, i negoziati iraniani-russi sul reattore stesso e l’arricchimento dell’uranio continuano tra un rinvio e l’altro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Molti ufficiali russi sono determinati nel fermare l’Iran prima che si doti di capacità nucleari, l’argomentazione è semplice: non è nell’interesse della Federazione Russa avere un Iran armato di armi nucleari a 165 kilometri dal proprio confine.

Queste preoccupazioni si riflettono nelle segnalazioni russe al Consiglio di Sicurezza dell’ONU relative all’Iran e nei negoziati tra Mosca e Tehran. La Russia guida i negoziati nello scoraggiare l’Iran nell’arricchimento dell’uranio. Durante il marzo 2006 Iran e Russia hanno negoziato in più meeting ma l’Iran ha rifiutato la maggior parte delle offerte russe, persino la proposta del 6 marzo 2006 che prevedeva una moratoria sulla produzioni in scala-industriale di uranio arricchito ma ne permetteva lo sviluppo su bassa scala per scopi di “ricerca e sviluppo”. Gli U.S., l’EU e molti esperti in non proliferazione hanno espresso la loro opposizione a questa proposta. La loro argomentazione è questa, se l’Iran riesce a arricchire uranio a bassa scala, il passo successivo, l’arricchimento a scala-industriale, è dietro l’angolo.

Fine parte 4, continua…
Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.

Nella parte 5, qui, si analizzerà il ruolo della Nord Corea nel programma nucleare iraniano.

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Nucleare Iran: opzioni per sanzioni e attacchi militari /3

In Politics on 5 September, 2006 by midclass Tagged: , , , , , , , , ,

Continua la traduzione di ” “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf) del CSIS.

La prima parte qui, e la seconda qui.

Aiuti esterni al programma WMD iraniano

Qualsiasi discussione sui programmi CBRN (Chimico, Biologico, Radioattivo,Nucleare) e missilistico iraniano non è completa senza un’analisi degli aiuti provenienti da altre nazioni.

L’Iran ha cercato aiuti dalla Russia, per esempio. Ha cercato di comprare sotto copertura tecnologia per il suo programma nuceare nel libero mercato in Europa, Russia, e prima della rivoluzione anche negli USA. Ha cercato anche di acquisire tecnologie nel mercato nero. Nel caso del Pakistan, la maggioranza delle prove indica che l’Iran è stato contatta nel 1987 dal network di AQ Khan da cui ha ricevuto i progetti per le centrifughe (P-1 e probabilmente P-2).

Ci sono pochi dubbi che l’Iran sia stato aiutato da potenze straniere nel suo programma nucleare – e in minor parte anche nello sviluppo di armi chimiche e biologiche. Già nel 2001 il Dipartimento della Difesa americano scriveva “L’Iran, con aiuto straniero, sta comprando e sviluppando missili a lungo-raggio, già possiede armi chimiche, e sta cercando capacità nucleari e biologiche”.

Sforzi iraniani per acquistare tecnologia e perizia

Un’analisi Europea, intitolata “allarme immediato”, confezionata dall’intelligence di Gran Bretagna, Germania, Francia e Belgio è fuoriuscita sui giornali dopo la decisione iraniana di riprendere le ricerche del suo programma nucleare nel gennaio del 2006. il riassunto dell’analisi è “le prove dimostrano che l’Iran continua intesivamente a cercare tecnologia e know-how per applicazioni militari di ogni genere”. In accordo con il Guardian l’Iran “attraverso una rete di compagnie di facciata, intermediari, istituti accademici sta cercando d’ottenere -nell’Europa occidentale e nell’ex Unione Sovietica- le esperienze e gli equipaggiamenti per il programma nucleare, lo sviluppo missilistico, e lo sviluppo di arsenali chimici e biologici”.

L’analisi aggiunge che l’Iran sta usando intermediari in Azerbaijan e Armenia per ottenere esperienze nella tecnologia nucleare e missilistica da stati dell’ex Unione Sovietica. Come riporta il Guardian l’analisi comprende una lista con più di 200 nomi tra compagnie, uffici governativi e istituzioni accademiche usate per “ricercare armi”.

Il ruolo del Pakistan

Il Pakistan ha aiutato l’Iran nello sviluppare il suo programma atomico, tuttavia non ci sono prove che il governo pakistano sia direttamente coinvolto. E’ dimostrato che AQ Khan e il suo network hanno svolto un ruolo nell’avanzamento del programma nucleare iraniano. Anche se rimane inconfermato, gli U.S. hanno accusato il Dott. Khan di aver fornito all’Iran le centrifughe P-2.

Le indagini di U.S., Francia, Giappone, Gran Bretagna e Russia sull’arrichimento dell’uranio (EHU) negli impianti iraniani provano che l’equipaggiamento è stato comprato dal Pakistan tra gli anni ‘80 e ‘90. All’inizio del 2005 il Pakistan ha consegnato all’IAEA (International Atomic Energy Agency) strumenti da confrontare con quelli trovati nei siti nucleari dell’Iran. Sia l’IAEA che l’Amministrazione U.S. si sono rifiutati di commentare se sono stati trovati riscontri dal confronto. Molti esperti comunque credono che il Pakistan era la fonte di alcuni progetti relativi a centrifughe e forse strumentazione. Nel 20 agosto 2005, diplomatici dell’IAEA dichiararono che le tracce di arricchimento dell’uranio (EHU) nelle centrifughe di Natanz non derivavano da esperimenti iraniani, ma da strumentazioni fornite dal Pakistan. Il governo dell’Iran confermò che “la fonte della contaminazione non è connessa all’Iran… Siamo sicuri che la fonte non è interna”.

Il gruppo di esuli iraniani, NCRI, sostiene che AQ Khan ha trasportato in Iran una piccola quantità di uranio arricchito (EHU),ma l’NCRI sostiene che la quantità era troppo piccola per produrre armi atomiche. In accordo con un report del settembre 2005 dell’IAEA, le ispezioni hanno trovato traccia di uranio pronto per fabbricare ordigni su equipaggiamenti importati dal Pakistan. Questi equipaggiamenti, come dice il rapporto, sono stati comprati sul mercato nero – presubilmente dal network di AQ Khan.

Non è importante soltanto sapere cosa il Pakistan ha offerto all’Iran, ma è anche importante sapere che la produzione di uranio arricchito (EHU) non viene dal programma nucleare iraniano – questa sarebbe stata una prova del programma nucleare iraniano. Nessuno al di fuori del Pakistan ha parlato con AQ Khan per sapere il tipo d’aiuto che ha fornito all’Iran in opposizione al governo Musharaf. Il Presidente Preverez Musharaf era preoccupato che consegnando AQ Khan a IAEA, americani o europei poteva mettere in pericolo la sicurezza nazionale del Pakistan.

Nel 10 marzo 2005, comunque, il governo pakistano ha amesso che AQ Khan ha venduto all’Iran materiale d’importanza cruciale per l’arricchimento dell’uranio. Il Ministro dell’Informazione pakistano ha detto che AQ Khan ha “dato alcune centrifughe all’Iran… Ha aiutato l’Iran con le sue personali capacità, e il governo pakistano non ha nulla a che vedere con questo”. Rashid Ahmed ha aggiunto “Si, abbiamo dato il sistema di centrifughe all’Iran. Si, il Dr. Khan ha dato all’Iran questa tecnologia”.

Bukhary Sayed Tahir – un’affiliato al network di AQ Khan – ha ammesso di aver venduto all’Iran tre centrifughe avanzate a metà degli anni ‘90. Gli U.S. temono che questo modello possa essere usato per costruire migliaia di centrifughe P-2, questo significa un avanzamento del programma nucleare iraniano rispetto a dove si crede sia ora. Questo sembra contraddire i proclami iraniani in cui dicevano che nel 1987 AQ Khan ha fornito loro le illustrazione delle centrifughe P-2 ma non i progetti. L’intelligence degli U.S. non si fida delle dichiarazioni di Tahir; quest’ultima dcichiarazione contraddice sue dichiarazioni precedenti e le dichiarazioni di altre persone appartenenti al network.

C’è ancora molto da scoprire sull’aiuto del Pakistan all’Iran, e anche se agli ispettori dell’IAEA fosse fornito pieno accesso è difficile pensare che possano ricostruire per intero la storia degli aiuti; resta oscuro anche l’utilizzo che l’Iran ha fatto degli aiuti e delle apparechiature nel suo programma nucleare o per costruire armi con il suo materiale fissile.

Fine parte 3, continua…
Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.

Nella prossima parte (parte 4, qui) si continuerà ad analizzare il ruolo di altre potenze, sarà la volta della Russia.

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Nucleare Iran: opzioni per sanzioni e attacchi militari /2

In Politics on 2 September, 2006 by midclass Tagged: , , , , , , , ,

Continua la traduzione di ” “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf) del CSIS.

La prima parte è qui.

Incertezza nel prevedere la dottrina e le capacità nucleari dell’Iran

Ci sono pochi dati disponibili sui bersagli e sulla dottrina nucleare iraniana e anche quelli conosciuti non è detto siano validi per il futuro. Lo stesso vale per i piani studiati per contrastare lo sviluppo atomico dell’Iran. E’ facile speculare sul lungo periodo cosa potrebbe fare l’Iran con armi atomiche, ma è impossibile determinare con quanta aggressività l’Iran sfrutterebbe la sua supremazia atomica per minacciare e intimidire i suoi vicini, o far pressione sull’occidente. Per capire gli obbiettivi e i metodi iraniani servono più informazioni di quelle che si hanno.

Il rischio che l’Iran si doti dell’atomica senza avere piani precisi

E’ anche possibile che l’Iran sia così concentrato sugli sforzi per ottenere l’atomica da non aver ancora sviluppato piani precisi sul suo possesso. Non c’è modo di sapere se l’Iran sceglierà un uso dell’atomica come deterrente o come mezzo di pressione politica. Non si sa se sceglierà una dottrina nucleare aggressiva sviluppando piani “launch on warning” e “launch on attack” (ne abbiamo parlato nella prima parte) o ne consideri l’uso come ultima spiaggia.

Qualunque sia l’ordigno nucleare di cui si doterà l’Iran, sarà sufficiente per distruggere qualsiasi bersaglio, area o città del medio oriente se il mezzo di trasporto è abbastanza accurato. Le armi nucleari si differenziano molto nella loro potenza, e se il sistema di trasporto è inaccurato l’Iran sarà costretto a puntare grandi bersagli come città o grandi centri energetici, potrebbe anche dover usare più ordigni oppure sviluppare armi atomiche più potenti come le “boosted“. In alternativa potrebbe accontentarsi dell’esplosione al suolo e del fallout.

Il programma nucleare iraniano è strettamente connesso con gli sviluppi nel campo delle armi chimiche e biologiche e con gli sforzi per migliorare i propri razzi. Nel momento in cui l’Iran avrà un significativo potenziale nucleare potrebbe anche avere un importante comparto missili, missili cruise, velivoli in grado di portare attacchi a lungo raggio — ma potrebbe non avere missili cruise in grado di trasportare testate nucleari. Potrebbe inoltre aver ricostruito gran parte delle sue capacità militari convenzionali.

La sfida attuale del possesso

Come ricordato in precedenza, ci potrebbero essere dei problemi per l’Iran nello scegliere il tipo di armi di distruzione di massa (WMD) da produrre:

  • A meno che l’Iran si doti di satelliti, si ritroverà in difficoltà nel valutare l’impatto di ogni lancio che farà. Anche con i satelliti incontrerà seri problemi nel provare a valutare i danni al bersaglio nel caso di un attacco biologico, chimico o di un fallout.
  • I test per l’affidabilità e la potenza prenderebbero una grande superficie — anche se un ordigno si può testare usando materiale non critico per verificare se la fase d’innesco ed esplosione funzionano.
  • Oltre ai problemi teorici d’esattezza, i missili a lungo raggio sono soggetti ad una certa perdita di precisione a secondo del tipo di testata che montano, oltre agli effetti potenziali del meteo. Combinati col targeting, la progettazione dell’arma, e problemi di affidabilità alcuni lanci potrebbero mancare il bersaglio ed altri colpire bersagli non previsti.
  • Test passati dimostrano che i dati di laboratorio sono sbagliati, anche di un ordine di grandezza (finora sbagliando per eccesso), nel predire la mortalità di un area dopo un attacco. La mortalità dell’attacco di una grande area è difficile da predire, così come lo sono un vento improvviso o le condizioni meteo.
  • Il sistema iraniano C4I (acronimo inglese per Comando, Controllo, Comunicazioni, Computers e Intelligence) non è abbastanza adeguato per controllare i sistemi di lancio. Un falso allarme potrebbe attivare le procedure di “launch on warning” o “launch under attack”. Se l’Iran fosse attaccato preventivamente lo stesso grado d’incertezza si applicherebbe alla sua risposta.
  • L’Iran potrebbe avere uguali problemi nel distinguere le risposte nemiche dagli attacchi di rappresaglia quando gli scontri inizieranno.
  • Per tutte queste ragioni l’Iran potrebbe operare in situazioni d’informazione inadeguata sia nel progettare operazioni che nel condurle. La “nebbia della guerra” potrebbe essere eccezionalmente densa.

Se l’Iran dovesse dotarsi di un ordigno atomico funzionante l’intera regione subirebbe un radicale cambiamento nella percezione dei rapporti di potere. L’Iran probabilmente svilupperà la bomba nello stesso momento in cui si doterà di MRBM (Medium Range Ballistic Missile). Allora sarà in grado di ditruggere ogni area, città o attività della regione, i vicini a sud dell’Iran sono deboli in poche città, ma basta un solo attacco vittorioso per cambiare profondamente le scelte politiche e/o economiche dei paesi attaccati. Lo stesso vale per Israele che ha difese missilistiche limitate, ma sta cercando di rafforzarle, ed è in grado di colpire virtualmente con un grande attacco di rappresaglia tutte le città iraniane con armi atomiche.

Fine parte 2, continua…
Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.

Nella parte 3, qui, si analizzerà il coinvolgimento e gli aiuti di potenze straniere (come Russia, Cina e Nord Corea) al programma nucleare iraniano.

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Nucleare Iran: opzioni per sanzioni e attacchi militari /1

In Politics on 1 September, 2006 by midclass Tagged: , , , , , , ,

Su consiglio di Silendo ho letto il report del CSIS (Center for strategic & International Studies) dal titolo “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf).

Per tutti gli interessati che non hanno tempo di leggersi le 54 pagine della pubblicazione, o che non conoscono l’inglese, ho tradotto e in parte riassunto il report.

A tutti gli altri consiglio la lettura integrale.

Introduzione

Un Iran dotato di armi nucleari è un fattore di destabilizzazione per tutta l’area del Golfo e spingerebbe sicuramente Israele, e probabilmente Pakistan e India ad attrezzarsi per un possibile attacco, anche se uno scontro è improbabile.

Ogni azione possibile, dalle sanzioni all’intervento militare contro l’Iran, non assicurano la certezza di una stop al programma nucleare e il grado di successo di queste iniziative è legato anche all’evolversi della situazione politica interna iraniana.

Che tipo di potenza nucleare sarà l’Iran?

Non è ancora chiaro a cosa asprira il regime iraniano, potrebbe fermarsi giusto ad un passo dalla costruzione di una bomba nucleare per non incorrere in ritorsioni ma avere comunque il potere di deterrenza dato dalla possibilità di costruire arsenali nucleari in breve tempo.

Non è chiaro neanche il tipo di bombe, di razzi, di tattica militare che intende sviluppare, ad ogni scelta corrisponde una risposta diversa da parte dei vicini dell’Iran nella regione e degli U.S., oltre che d’Israele.

Opzioni iraniane per evitare un attacco degli USA o di Isreale, o per apparire in accordo con le richieste dell’ONU o della EU.

  • Far credere d’aver sviluppato armi atomiche.
  • Fermarsi per far credere di aver accettato le richieste, ed intanto migliorarsi nell’inganno e nella dissimulazione.
  • Fermare la maggior parte delle ricerche tranne quelle che consentono lo sviluppo di armi termonucleari. Quando la produzione riprenderà si ritroverà con armi più letali e che richiedono meno materiale fissile.
  • Sviluppare le capacità di produrre armi, senza passare alla fase di produzione vera e propria. Sviluppare tutto il sistema che porta ad ottenere la bomba atomica, come simulazioni e catena di produzione, è un ipotesi allettante fino a quando non si produce la bomba.
  • Sviluppare segretamente piccoli centri di produzione sotterranei. Acquisire lentamente la capacità di produrre e immagazzinare armamenti.
  • Test segreti della bomba usando come copertura un terremoto (usando un’atomica a potenziale ridotto); test in superficie come prova delle capacità nucleari dell’Iran.
  • In apparenza cancellare tutti i programmi nucleari ambigui, e attendere fino a quando i reattori nucleari civili e le tecnologie nucleari non dipendono più da rifornimenti esteri, a questo punto usare parte della potenza nucleare per produrre Plutonio. In sintesi si tratta d’usare il Trattato di Non Proliferazione (NPT) per proliferare.
  • Assemblare un numero limitato di dispositivi atomici senza renderlo pubblico. La strategia una “bomba in cantina” permette di realizzare test quando serve provare la sua esistenza e di usare bombe atomiche in attacchi sorpresa; può essere usata nello sviluppo di stategie segrete d’attacco o per continuare lo sviluppo.
  • Schierare missili Shahab con testate convenzionali e creare un sistema “lancio sotto allarme/lancio sotto attacco” mixato con capacità di mobilità e difesa. Montare armi di distruzione di massa (da ora in poi WMD) nelle testate dei missili quando il sistema è pronto. In alternativa, armare segretamente alcuni missili dopo che gli Shahab e le testate sono pronte e/o equipaggiarsi con un sistema di difesa come l’ SA-400. Combinare Shahab con unità aeree e unità marine di missili Cruise per creare forze autosufficienti. Annunciare capacità nucleari una volta che la forza autosufficiente di rappresaglia sono pronte o contare sull’ambiguità nucleare.
  • Smettere di sviluppare una forza minima di deterrenza e incominciare una corsa agli armamenti nucleari per arrivare al livello di altre forze nucleari della regione come Israele–per quanto riguarda il numero di bombe.
  • Contare sulla capacità di colpire un’area o svilupparla al meglio.
  • Schierare gli Shahab come missili convenzionali, e dargli la possibilità di essere nascosti, o organizzarli con un adatto sistema d’avvertimento, di comando e di controllo così da poterli “lanciare sotto allarme” (“launch under warning”, da ora LUW) o “lanciare sotto attacco” (“launch under attack”, da ora LUA). Può convertire “instantaneamente” parte delle sue forze aeree ad uno stato di LUW o LUA semplicemente armandole con armi nucleari e mettendole in allerta. Anche schieramenti nucleari come questi possono avere un grande potere deterrente sia su Israele che sugli USA, e possono provocare grandi danni a qualsiasi Stato del Golfo o a qualsiasi impiato energetico dell’area.
  • Schierare satelliti per migliorare il targeting e la valutazione del danno.
  • Sviluppare piccole armi,e/o armi radioattive, per trasferirle agli estremisti e/o ad organizzazioni sotto copertura. Usare la minaccia del trasferimento come elemento di deterrenza, colpire obbiettivi in modo che negare il coinvolgimento abbia qualche grado di credibilità, o usare il trasferimento di armi come aiuto agli attacchi o per scopi di rappresaglia.

L’opzione “CBR”, con o senza “N”

(CBRN è l’acronimo inglese per Chimico,Biologico,Radioattivo,Nucleare NdT)

E’ impossibile non considerare l’ipotesi che l’Iran possa sviluppare armi biologiche (più comunemente chiamate armi batteriologiche) in seguito ad uno stop al suo programma nucleare, ne si può escludere che non stia sviluppando un programma di armi biologiche in parallelo con il suo programma nucleare. Potrebbe anche scegliere di sviluppare “armi radioattive” (tipo la “bomba sporca” NdT). queste armi possono essere di 3 tipi–tutte possono essere usate con armi chimiche e biologiche.

  • Il primo tipo sarebbe una “bomba sporca realizzata usando materiale fissile contaminanto o a basso livello d’arricchimento, avrebbe basso potenziale e minor produzione di calore, ma produrrebbe ancora dai 3 ai 5 kilotons, inoltre avvelenerebbe efficacemente una città se scoppiasse vicino al suolo. Un ordigno del genere riduce i problemi di progettazione e realizzazione che si incontrano nel creare bombe nucleari pulite ed efficienti.
  • Il secondo tipo l’uso di una bomba non testata, o non affidabile, o montata su un missile impreciso e farla detonare vicino al suolo in modo che le radiazioni compensino gli errori di produzione o l’imprecisione del missile.
  • Il terzo tipo è l’uso di materiale radioattivo in forma liquida o di micro-polvere come arma non convenzionale. E’ molto difficile ottenere un’alta mortalità da un’arma del genere, e sicuramente l’uso di armi biologiche sarebbe più pesante e mortale. Avrebbe comunque la capacità di contaminare una zona chiave e di creare il panico.

Mentre USA e Russia hanno rifiutato di sviluppare armi radioattive perchè riescono a controllare con precisione la potenza delle loro atomiche, questa opzione potrebbe essere attrente in Iran. Come nel caso di armi chimiche e biologiche, la possibilità che l’Iran si doti di qualsiasi tipo di arma nucleare accresce il suo potere d’intimidazione sui suoi vicini.

L’Iran può trasportare armi chimiche, biologiche e nucleari sui suoi bombardieri, attraverso viaggi segreti o con i missili. Può usare missili Scud e gli Shahab-3 possono raggiungere virtualmente tutte le città della regione comprese alcune città dell’Arabia Saudita. Gli Shahab-3 probabilmente hanno un carico troppo ridotto e sono troppo imprecisi per essere usati con testate convenzionali, ciò non siginifica che non si possa fare, il massimo impatto militare si ha soltanto se vengono usati per trasportare armi di distruzione di massa. L’Arabia Saudita è spaventata che l’Iran passi ad alcuni gruppi anti-sauditi WMD.

Fine parte 1, continua…

Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.

La parte 2 la trovate qui.