The Day After: Paul Van Dyk – 10 years of Vandit @ O2 Brixton Academy

I will keep it short, I was expecting this night for a long time and maybe I was expecting too much. Giuseppe Ottaviani was amazing, as always, doing is stuff live, really nothing to say, just bravo Giuseppe!

Paul Van Dyk wasn’t in the night, he played well and the track selection was good (not brilliant still) but you can read it on his face it wasn’t one of the best night, and being my 6 or 7th PVD gig, I can say it wasn’t in my top 3. And it was obsessed with Home! We got it, you like the song soooo much, but playing it 3 times in a night is just too much.

The Day After: Global Gathering 2009 @ Stratford Upon-Avon UK

Versione sintetica: il modo perfetto per passare un paio di giorni tra musica elettronica e divertimento.

Versione estesa: è un peccato non abbia molta voglia di scrivere, perchè di cose da dire ce ne sarebbero davvero tante, a cominciare dalla chiusura degli Orbital del Main Stage, a quello che ha tirato fuori sul finale Paul Van Dyk (Times Of Our Lives e Home live con Johnny McDaid a cantarle…).

C’è stata anche qualche delusione: i Prodigy non ce la facevano, quasi scazzati e il pubblico inglese è composto da fessi che non sanno fare manco un maledetto circle pit, nel mezzo della folla gli unici due momenti delirio/circle pit sono stati creati dal sottoscritto più il socio di viaggio, non per tirarsela.. ma i capi li in mezzo eravamo noi.

Altra delusione anche se già messa in conto, è la presenza devastante delle droghe, legaly high e non, sono liberale e libertario, ognuno ha il diritto di rovinarsi la vita come meglio crede, certo che se poi mi rovina l’esibizione di Paul Van Dyk continuando a chiedere se voglio le paste.. mi girano anche i coglioni.

Parlando un po’ di esibizioni: Pendulum, 4 canzoni sentite perchè poi si è scappati da PVD, se non c’era lui si stava fino alla fine; “mettono via” i Prodigy senza dubbio alcuno, Propane Nightmares è suonata in una versione a 360 gradi da drum & bass, a assolo vocale, a indie rock.. fenomeni, c’è da rivederli il prima possibile in UK dove il pubblico apprezza e supporta alla grande.

Rivelazione in uno stage minore: il “Moicano” aka Proteus (sempre che la scaletta non sia sballata) ha pestato dentro 2-3 pezzi hardstyle, lui saltava, correva, pogava da solo, un pazzo!

Judge Jules ha davvero fatto quello che voleva e quello che un dj dovrebbe sempre fare: rendere il pubblico partecipe! Grandi pezzi del passato con un sound decisamente ’90 che è piaciuto a tutti, poi mi ha messo “You’re not alone” e lì è stata la fine di tutto, bravo. Ma tutto il palco del Godskitchen ha reso, praticamente solo trance, molto apprezzata dagli inglesi, per non parlare del palco in sè, cercate qualche video su youtube e capite.

Forse l’unico sotto le aspettative è stato Armin Van Buuren, ma si è sentita la prima mezz’ora di 3 ore di set, naturalmente commercialissima. Chissà dopo, è un po’ la condanna dei big name: si commercializzano, Tiesto, Armin, l’unico che resiste è Paul.

Ultimi ma primi in tutto gli Orbital: indescrivibili, virtuosi dell’elettronica, melodie fantastiche per 1 ora e mezza di viaggio mentale, psicologico, filosofico con un gran beat da ballare… semplicemente l’equilibrio perfetto tra sperimentazione/intrattenimento/orecchiabilità. Meglio di loro ce ne sono davvero pochi pochi pochi… pochi.

Una parola va spesa sulla location: un aeroporto con tante mega tende, giostre stile… le giostre! E’ un po’ il paradiso dei tamarri, per un paio di giorni ci si può divertire tanto volendo. Indispensabile il bel tempo e per fortuna quest’anno c’è stato, basta dire che sono tornato abbronzato al limite della scottatura!

L’uomo del festival: l’uomo trattore.. gnamhamnahbarmahgrar…nos ahahahaha

(Questa lo possono capire solo 2 persone)

In conclusione: festival fantastico l’anno prossimo se è possibile, e si ci sono i nomi giusti, si ripete per forza.

Waiting For: Global Gathering 2009

global-gathering-2009-line-up

Prodigy, Pendulum, Orbital, Paul Van Dyk, Armin Van Buuren, Carl Cox, Above & Beyond, David Guetta…

C’è bisogno di aggiungere altro? Presente!

Official Site: www.globalgathering.co.uk Read more of this post

Waiting For: Trance Energy 2009 – Line-Up & Time Table

Manca meno di un mese al Trance Energy 2009, fantastico evento che raccogli il meglio della trance contemporanea.

7 marzo, Jaarbeurs Utrecht, 30.000 persone, un’unica passione: Trance!

UPDATE: recensione dell’evento: The Day After: Trance Energy 2009

Di seguito l’anthem realizzato quest’anno da Rank 1 – LED there be Light

Dopo il salto, line-up e time table.

2 ore di Armin Van Buuren, 2 di Paul Van Dyk, 1 e mezza di Scot Project… ma ce ne è davvero per tutti i gusti con decine di DJ presenti. Non vedo l’ora di esserci. Read more of this post

The Day After: Paul Van Dyk VONYC Sessions World Tour 2008 @ Amnesia Milano

Partiamo dal locale: prima volta all’Amnesia, bella la sala anche se un piccola, impianto audio fa-vo-lo-so! 10 € un cocktail è “un po’ una ladrata” ma così è e si deve pur bere in 5 ore.

30€ il costo del biglietto e anche lì: son tanti o no per andare a ballare il venerdì sera? Di sicuro non sono pochi, anche se c’è Paul Van Dyk.

Nota positiva: non si moriva di caldo, anzi temperatura ottimale perfino sul dancefloor dove di solito, invece, sembra di stare nella peggior sauna finlandese.

Nota negativa: siamo in Italia e sembra impossibile andare a ballare senza che ci siano i soliti 4 cretini che sono incapaci di starsene al loro posto e non spingere o disturbare il resto dei presenti. Non è successo niente di che sia chiaro, però in un mondo perfetto…

E ora si parla di lui, il guest DJ, Paul Van Dyk, che come sempre non ha deluso! Suona 3 ore circa (dall’1:00 alle 4:00) e realizza uno dei “suoi” set: attinge a piene mani dal suo repertorio e fa volare 3 ore come fossero 20 minuti cosa da girarsi e dire “è già finito?”. Inutile citare i pezzi messi, ci sono praticamente tutti o quasi, dai grandi classici ai più recenti remix. Bravo, bravo, bravo! Fiducioso lo attendo al confronto con Armin Van Buuren al prossimo Trance Energy.

Un ringraziamento a Manuel Le Saux che realizza il warm up e all’organizzazione TranceGate, qualcosa si muove anche in Italia per fortuna.

Una bella serata, ottima musica, e “dicheno” che a febbraio arriverà un signore di nome Tiesto sempre all’Amnesia, sia vero o no non lo so, ma se c’è, già da ora presente!

The Day After: Street Parade Zurich 2008 & Energy ’08

Se Dio esiste sabato notte ha preso possesso delle mani di Paul Van Dyk ed ha realizzato un set incredibile!

Ma partendo dall’inizio ecco un resoconto personale di questa Street Parade.

Fino all’apparizione di Markus Schulz e con l’eccezione del set di Andy Moor, la Street Parade è stata scandalosa… minimal su minimal su minimal, il che andrà benissimo per chi l’adora, ma per chi non la può sentire e si aspettava almeno un po’ di sana trance è stata una grande delusione; per fortuna Schulz ha ricordato a tutti i presenti cosa vuol dire trance ed ha chiuso degnamente una Street indegna fino a quel punto.

Da lì in poi è stato un delirio, arrivo all’Energy ’08 (bella la sistemazione allo stadio, ottimo impianto) sul mainstage troviamo David Guetta che suona Love Is Gone seguito da Daft Punk – Aerodynamic con un crescendo bellissimo in cui trovano posto pezzi come Born Slippy degli Underworld, Prodigy – Smack My Bitch Up, Nirvana – Smell Like Teen Spirit e molti altri tra cui The World Is Mine dello stesso Guetta, non sono un suo fan, non ascolto house ed era la prima volta che lo sentivo, pur continuando a non essere un pazzo per l’house mi ha piacevolmente impressionato ed è stato un degno riscaldamento per il set della serata: 2 ore di un Paul Van Dyk semplicemente divino!
Troppi pezzi suonati troppo bene per poter dirli tutti giusto alcuni come For An Angel con lui alla tastiera live e Nothing But You classici intramontabili, trova spazio un regalo come Mindcircus e una chiusura con Time Of Our Lives… ma tutto il set è stato davvero pazzesco, già solo quello per me è valso tutta la serata.
Il 19 dicembre sarà all’Amnesia di Milano, era già tappa fissa ma questa esibizione ha creato una aspettativa incredibile, spero non sarà delusa.

Grande Ottaviani live anche se le forze incominciavano a scemare a quel punto; scandalosa la sala hardstyle che era in pratica uno sgabuzzino dello stadio con audio pessimo, mentre buona la sala hardcore sia come sistemazione che come line up, l’ho frequentata poco ma mi dicono di grandi set anche lì.

Tirando le somme una bella giornata, se non fosse stato per questa mutazione genetica della Street Parade in Minimal Parade sarebbe stato anche meglio ma nel complesso più che soddisfatto specie per la compagnia ottima con cui ho condiviso l’esperienza.

Tra 10 giorni si ritorna nella magica Olanda per gustarsi il Mystery Land dove mi giungono voci di un set di 4 ore by Tiesto!

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