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Qualcosa che il PDL deve imparare dal PD

In Politics on 23 March, 2009 by midclass Tagged: , , , , ,

Qualcosa che il PDL deve imparare dal PD è questo.

Lei si chiama Debora Serracchiani e le canta e suona in faccia al suo segretario Franceschini con lui che ascolta (e spero prenda spunto).

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Quote Of The Day: correnti nel Partito Democratico

In Quote Of The Day on 21 June, 2008 by midclass Tagged: , , ,

Pericoli & Pirella per La Repubblica: “Nel partito Democratico si stanno formando due correnti. Quelli che preferiscono perdere con Veltroni e quelli che preferiscono perdere con D’Alema”.

Via: Dagospia

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Casini nel PD

In Politics on 6 May, 2008 by midclass Tagged: , , , , ,

Casini tornerà insieme a Follini un giorno, ovvero lo seguirà nel PD (o alleato al PD al massimo).
La domanda fondamentale è: quando succederà?

Per me se prendesse atto della sconfitta sonante che l’UDC ha rimediato alle elezioni e finisse dove poi è sempre stato, all’opposizione di Berlusconi, in pratica ne guadagnerebbero tutti:
- il PDL prenderebbe definitivamente la sua quota di elettori reali nel paese
- il PD tornerebbe seriamente a flirtare con i moderati, gli unici che possono portarlo al governo di questo paese e farcelo restare
- gli italiani ci guadagnerebbero la scomparsa di Casini e di qualsiasi concezione di “centro”, “grande centro” o “centrismo” nata dalla nostalgia più che dalla volontà popolare.

Parlo di sconfitta UDC perchè non può essere altro che un fallimento, per il movimento che puntava a fare il 3° polo, superare a malapena lo sbarramento alla camera e presenziare al senato da turisti.

Resta la domanda fondamentale sul salto di Casini nel o con il PD: quando?

Io spero presto, si risparmierebbe una marea di tempo sociale.

P.S. Cosa è il tempo sociale?
Se 10 persone guardano 10 minuti di televisione sono 100 minuti di tempo sociale. Casini ha fatto perdere secoli di tempo sociale a questo paese.

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Di Pietro non entra nel PD? Meglio così…

In Politics on 18 April, 2008 by midclass Tagged: , , ,

Veltroni in campagna elettorale prometteva il “gruppo unico” tra PD e IDV, ed era anche la giustificazione per non apparentarsi con altre liste come quella del Partito Socialista (rimasto fuori e trombato) e col Partito Radicale inglobato nelle liste del PD.

In nome del “gruppo unico” si è chiesto il voto utile, in nome del “gruppo unico” si è chiusa ogni speranza per altri gruppi politici con diverse storie politiche ma comuni intenti.

Ebbene sorpresa, a pochi giorni dal risultato elettorale, il gruppo unico è in forse se non già del tutto morto. Lo dice il leader dell’IDV, Di Pietro, cancellando con una conferenza stampa tutto un concetto politico che è risuonato più volte in campagna elettorale.

Io non posso che vedere con favore una rottura del genere, è un bene prima di tutto per il PD e in definitiva per l’Italia.

Un bene per il PD che può sperare di attrarre in futuro i voti dei moderati che in questa campagna elettorale gli hanno voltato le spalle, secondo me anche per l’alleanza con Di Pietro.

Un bene per l’Italia perchè un partito che è espressione dei forcaioli alla Travaglio & Beppe Grillo, che cavalca il malcontento verso la “casta” non inietta la sua cultura nella principale forza riformista del Paese.

Se il PD vuole realmente essere forza riformista e candidarsi alla guida del paese, certi compagni di viaggio è meglio evitarli, così come si è già provveduto a fare dei comunisti, se ne trarrà giovamento a livello culturale ed elettorale.

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Elezioni 2008: Flussi Elettorali nazionali e regionali

In Politics on 17 April, 2008 by midclass Tagged: , , , , , , , , ,

Leggo da The Right Nation e rilancio per chi no lo sapesse: Popolari Liberali pubblica un pdf con le analisi dei flussi elettorali per le elezioni appena concluse.

I flussi rappresentati sono sia nazionali che regionali. In fondo al documento una analisi del voto UDC.

Qui trovate il pdf.

In Lombardia la Lega Nord guadagna il 17% dei voti in uscita dal PDL e il 10% dalla Sinistra Arcobaleno.
Il PDL cannibalizza l’UDC portandogli via il 44% dei voti e simile risultato ottiene Di Pietro che coniuga il voto utile e la rabbia di pancia del 20% dei voti in uscita dalla Sinistra Arcobaleno.
Il Pd guadagna poco più del 5% dei voti in uscita dalla Sinistra Arcobaleno ma cede un 3% verso l’UDC (probabilmente i voti della ex Margherita).

Per il resto i dati sono lì e per la Lombardia rispecchiano esattamente quelle che erano le mie previsioni prima del voto.