Lo sapevo che qualcosa non quadrava con la Polverini e l’UGL

Salta fuori che l’UGL ha stragonfiato il numero dei suoi iscritti per potersi sedere ai tavoli che contano e autoassegnandosi il patentito di “sindacato rappresentativo del paese”.

“Report ha documentato che i pensionati che pagano la quota associativa Ugl mediante trattenuta Inps sono 66.000 rispetto al 558.000 dichiarati da voi e i dipendenti pubblici certificato dai ministeri sono 44.000, contro i 171.000 dichiarati da voi”

Comparsa dal nulla la Polverini può vantare una carriera mediatica esplosiva, sempre in tv ogni volta che c’erano di mezzo i sindacati (Porta a Porta & Ballarò direi ospite fisso), invitata il più delle volte come rappresentante del sindacato di destra, è arrivata alla candidatura per la successione del disgraziato Marrazzo.

Se avevo una simpatia per la Bonino (storia politica, valore morale, capacità tecnica) ora davvero non ci possono essere più freni, tanto più che la Polverini è figlia della scuola del corporativismo di destra e del movimento di destra sociale che ben è lontano dalle mie visioni libertarie.

Resta lo schifo, sopratutto perchè la risposta della Polverini è:

“Non voglio che il sindacato sia coinvolto nella mia campagna elettorale, anche perché dovrei dire cose che non posso rivelare, nell’interesse dei lavoratori italiani. Quindi non intendo rispondere a queste domande, perché non è giusto nei confronti dell’Ugl e dell’onestà di questo sindacato”

Curioso di vedere come va a finire, perchè con una risposta del genere la questione sfonda nel comico.

Qualcosa che il PDL deve imparare dal PD

Qualcosa che il PDL deve imparare dal PD è questo.

Lei si chiama Debora Serracchiani e le canta e suona in faccia al suo segretario Franceschini con lui che ascolta (e spero prenda spunto).

Noi che siamo liberali, la politica di “sinistra” lasciamola alla sinistra.

Robin Tax, Alitalia, Card per la spesa degli anziani… già si capiva che non era proprio un inizio di legislatura liberista, poi mi leggo sul Corriere il Presidente del Consiglio, Berlusconi per chi no lo sapesse, dire:

“Noi vogliamo una economia sociale di mercato – dice Berlusconi – Una democrazia non può permettersi cittadini in condizioni di miseria. Con il libro sul welfare approfondiamo i bisogni delle famiglie più deboli. È una politica decisamente di sinistra. Questo Governo che è di centro, liberale, con cattolici e riformisti, intende procedere con una politica che la sinistra promette solo a parole”.

Ecco, premesso che a nessuno piace la miseria, ma la vogliamo fare una politica liberale nei fatti e non solo a parole e lasciare i socialismi vari alla sinistra di cui ama vantarsi tanto?

Io ero rimasto al Partito della Libertà, dove libertà stava per liberale non per socialista!

Io non voglio “una economia sociale di mercato”, voglio solo una economia di mercato, la funzione sociale è implicita in un sistema di libero mercato, se poi ci vogliamo mettere gli ammortizzatori sociali ben vengano, ma da questo a regalare centinaia di milioni di euro dei contribuenti a compagnie fallite da tempo come Alitalia o spargere tessere per il pane (manco si fosse in tempo di guerra…) ai pensionati ce ne passa.

E poi se si volesse anche tagliare le tasse già che siamo al governo non sarebbe poi così male, perchè tra tutte le promesse che si devono mantenere, l’abbattimento della pressione fiscale è in cima alla lista di molti italiani.

Facciamo una politica liberale, quella di “sinistra” lasciamola appunto alla sinistra.

P.S. Se c’è la possibilità di esportare Tremonti in Venezuela credo che faremmo felici un po’ tutti (esclusi i venezuelani).

No Cav Day e i salvatori della Patria

Sabina Guzzanti: «Osteria delle ministre/ paraponziponzipo/ le ministre son maestre/ paraponziponzipo/ e se a letto sono un portento/ figurarsi in Parlamento/ dammela a me…»

«Ratzinger tra vent’anni sarà morto e finirà all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi e non passivissimi »

Se sono questi i salvatori della Patria, i difensori della democrazia italiana, i guardiani della Costituzione…

No grazie, meglio il “regime” del Caimano.

Antonio Di Pietro

Prendo da Francesco Costa e rilancio una veloce raccolta di notizie su Di Pietro, stranamente (?) poco ricordate.

Per tutti quelli che lo considerano l’unica opposizione nel paese, faro di purezza in quel mondo sporco della politica… fosse mai che cambiano idea.

Update: se non avete voglia di leggervi la scansione pdf dell’articolo c’è anche la versione online direttamente su ilGiornale.it

Del perché lo Stato non deve essere un operatore finanziario

Leggendo l’analisi di oggi sul Sole 24 Ore relativa all’intreccio tra banche, amministrazioni locali e strumenti finanziari poco chiari si capisce al volo il perchè lo Stato dovrebbe stare lontano da ogni tipo di operazione finanziaria o che lo porti ad essere un operatore di mercato.

1_ Perchè gli amministratori non rischiano i loro soldi ma quelli dei cittadini

2_ Perchè i debiti li contraggono sempre e comunque i cittadini

3_ Perchè non sanno cosa fanno!

3_ Perchè non esiste nessun sistema che possa essere più efficiente di quanto lo è un libero mercato

4_ Perchè non è compito dello Stato fare da assicuratore intascando una cedola da spendere in spesa corrente (invece che tagliare la marea di spesa esistente) a fronte di un rischio assunto per decenni che cadrà sui futuri amministratori e cittadini (oltre che sugli attuali).

5_ L’ho già detto che non sanno quello che fanno!?

Si potrebbe continuare ancora, ma semplicemente non è il compito dello Stato, che sia a livello nazionale o locale, “giocare” con le banche nella grande finanza assumendo ruoli che non gli competono: imprenditore, assicuratore, banca d’investimento.

Se ce ne fosse bisogno ora abbiamo anche la prova materiale che quando si cimenta in queste imprese crea disastri su disastri.

Quote Of The Day: correnti nel Partito Democratico

Pericoli & Pirella per La Repubblica: “Nel partito Democratico si stanno formando due correnti. Quelli che preferiscono perdere con Veltroni e quelli che preferiscono perdere con D’Alema”.

Via: Dagospia

Casini nel PD

Casini tornerà insieme a Follini un giorno, ovvero lo seguirà nel PD (o alleato al PD al massimo).
La domanda fondamentale è: quando succederà?

Per me se prendesse atto della sconfitta sonante che l’UDC ha rimediato alle elezioni e finisse dove poi è sempre stato, all’opposizione di Berlusconi, in pratica ne guadagnerebbero tutti:
- il PDL prenderebbe definitivamente la sua quota di elettori reali nel paese
- il PD tornerebbe seriamente a flirtare con i moderati, gli unici che possono portarlo al governo di questo paese e farcelo restare
- gli italiani ci guadagnerebbero la scomparsa di Casini e di qualsiasi concezione di “centro”, “grande centro” o “centrismo” nata dalla nostalgia più che dalla volontà popolare.

Parlo di sconfitta UDC perchè non può essere altro che un fallimento, per il movimento che puntava a fare il 3° polo, superare a malapena lo sbarramento alla camera e presenziare al senato da turisti.

Resta la domanda fondamentale sul salto di Casini nel o con il PD: quando?

Io spero presto, si risparmierebbe una marea di tempo sociale.

P.S. Cosa è il tempo sociale?
Se 10 persone guardano 10 minuti di televisione sono 100 minuti di tempo sociale. Casini ha fatto perdere secoli di tempo sociale a questo paese.

Di Pietro non entra nel PD? Meglio così…

Veltroni in campagna elettorale prometteva il “gruppo unico” tra PD e IDV, ed era anche la giustificazione per non apparentarsi con altre liste come quella del Partito Socialista (rimasto fuori e trombato) e col Partito Radicale inglobato nelle liste del PD.

In nome del “gruppo unico” si è chiesto il voto utile, in nome del “gruppo unico” si è chiusa ogni speranza per altri gruppi politici con diverse storie politiche ma comuni intenti.

Ebbene sorpresa, a pochi giorni dal risultato elettorale, il gruppo unico è in forse se non già del tutto morto. Lo dice il leader dell’IDV, Di Pietro, cancellando con una conferenza stampa tutto un concetto politico che è risuonato più volte in campagna elettorale.

Io non posso che vedere con favore una rottura del genere, è un bene prima di tutto per il PD e in definitiva per l’Italia.

Un bene per il PD che può sperare di attrarre in futuro i voti dei moderati che in questa campagna elettorale gli hanno voltato le spalle, secondo me anche per l’alleanza con Di Pietro.

Un bene per l’Italia perchè un partito che è espressione dei forcaioli alla Travaglio & Beppe Grillo, che cavalca il malcontento verso la “casta” non inietta la sua cultura nella principale forza riformista del Paese.

Se il PD vuole realmente essere forza riformista e candidarsi alla guida del paese, certi compagni di viaggio è meglio evitarli, così come si è già provveduto a fare dei comunisti, se ne trarrà giovamento a livello culturale ed elettorale.

Elezioni 2008: Flussi Elettorali nazionali e regionali

Leggo da The Right Nation e rilancio per chi no lo sapesse: Popolari Liberali pubblica un pdf con le analisi dei flussi elettorali per le elezioni appena concluse.

I flussi rappresentati sono sia nazionali che regionali. In fondo al documento una analisi del voto UDC.

Qui trovate il pdf.

In Lombardia la Lega Nord guadagna il 17% dei voti in uscita dal PDL e il 10% dalla Sinistra Arcobaleno.
Il PDL cannibalizza l’UDC portandogli via il 44% dei voti e simile risultato ottiene Di Pietro che coniuga il voto utile e la rabbia di pancia del 20% dei voti in uscita dalla Sinistra Arcobaleno.
Il Pd guadagna poco più del 5% dei voti in uscita dalla Sinistra Arcobaleno ma cede un 3% verso l’UDC (probabilmente i voti della ex Margherita).

Per il resto i dati sono lì e per la Lombardia rispecchiano esattamente quelle che erano le mie previsioni prima del voto.

14/4/2008: Nasce la Terza Repubblica

Qualche pensiero sparso sul risultato elettorale, prima quelli positivi:

1) Finalmente al parlamento siede soltanto una sinistra che non rivendica più con orgoglio l’appartenenza all’ideologia comunista.

2) 4 partiti e non più decine e decine parteciperanno al processo legislativo.

3) Il nord Italia rivendica fortemente il federalismo fiscale, con i numeri ottenuti dalla Lega Nord sarà impossibile per il prossimo governo ignorare questa richiesta.

4) C’è la reale possibilità di riformare la struttura dello Stato senza “guerre sante” sulla sacralità della Carta Costituzionale.

ma anche quelli meno positivi:

1) Nel Paese la campagna elettorale di tutti i partiti che si posizioneranno in parlamento ha cavalcato le paure, dettate dall’impoverimento del ceto medio e non solo, gettando la colpa sui processi di integrazione economica mondiale (volgarmente globalizzazione) prospettando come rimedio una chiusura alla competizione e promettendo protezione economica; esattamente cioè che non deve fare l’Italia se vuole porre le basi per uno sviluppo economico reale.

2) La così forte vittoria della Lega Nord potrebbe creare situazioni di instabilità per il futuro governo, non credo sia probabile, resta tuttavia possibile.

3) Il nuovo governo potrebbe cedere alle tante corporazioni esistenti in Italia che hanno trovato un appoggio nel centrodestra contro le liberalizzazioni di Bersani e adottare uno linea guida incentrata al corporativismo nazionalista sull’esempio della Francia (le continue adulazioni a Sarkozy da parte della corrente di AN nel PDL io le leggo anche in questo senso); il banco di prova sulla futura linea del governo potrebbe essere da subito il caso Alitalia.

Detto questo io posso dirmi più fiducioso ora rispetto alla vigilia del voto.

L’eliminazione degli estremisti dal parlamento (post ed ex comunisti & fascisti), la creazione di due grandi partiti e la semplificazione del sistema partitico sono già di per se motivi per cui vedere con favore questa tornata elettorale.

Ora se a questo si aggiungerà un governo forte e stabile che persegue una politica federalista e liberale potrei gridare al miracolo!

Chi vivrà vedrà…

P.S. Onore delle armi a Bertinotti, ma francamente io la mancanza sua e dei suoi “compagni” nel parlamento non la sentirò neanche un poco.

Mi ha telefonato Casini… ho riattaccato

Mi ha appena telefonato Casini, o meglio una sua registrazione… non so dirvi cosa voleva perchè non ho resistito più di 10 secondi ed ho attaccato, anche se un’idea su quello che voleva ce l’ho: il mio voto!

Non bastano i rompipalle delle compagnie telefoniche e immobiliari, i venditori di vino e olio ora ci si mettono pure i politici a fare chiamate inutili?

Situazione politica in Iraq for dummies

Iraq politics graphic

Tanto semplice quanto fedele alla realtà, anche se :

* = Muqtada al-Sadr does have relationships with groups inside Iran. He doesn’t hate Iran and Iran doesn’t hate him. However, Sadr’s Mahdi Army is much less aligned with Iran than is his opponent Nouri al-Maliki–and Maliki’s backers–the ISCI and its armed wing, the Badr Brigade. That’s the point I’m trying to make. I’m just trying to distinguish their relationships with Iran.

Resta comunque una bella semplificazione per tutti quelli che non ci stanno capendo niente da anni.

Via: VetVoice

Tolleranza Zoro

Come mettere a nudo in 5 minuti questi pseudo Re che ci ritroviamo a votare tra meno di 7 giorni.

il blog di Zoro http://zoro.blog.excite.it/

Via: camilloblog.it

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