Posts Tagged ‘Radicali’

t

Daniele Capezzone, neo Presidente della Commissione Attività produttive della Camera e rappresentante della Rosa nel Pugno lancia un appello – manifesto per la concorrenza, le liberalizzazioni, le riforme strutturali in Italia.

Qua è disponibile il testo completo, se volete potete sottoscriverlo, io l’ho fatto.

Questi i punti principali:

1. L’economia italiana non ripartirà finché non verrà liberata dai mille vincoli che bloccano la concorrenza e consentono l’accumularsi di rendite pagate dagli outsider. Occorre imboccare con decisione la via delle liberalizzazioni: questa deve essere la priorità della politica economica. In questo senso, proponiamo alcune concrete e urgenti possibilità di intervento, che dovrebbero accompagnarsi ad un rinnovato sforzo e a significativi investimenti delle imprese (sostenute, in questo, da una decisa iniziativa politica a livello nazionale e locale) nell’innovazione di processo e di prodotto, anche come condizione per un’effettiva capacità di attrarre nuove risorse e di competere su scala internazionale.

a. La competizione e la liberalizzazione nel settore dei servizi di pubblica utilità, anche a livello locale, in una corretta suddivisione dei ruoli tra pubblico e privato, è una priorità assoluta per il paese. Come ha sottolineato il Governatore della Banca d’Italia, la concorrenza è per definizione un agente di giustizia sociale: e il superamento delle rendite monopolistiche e oligopolistiche, con relativa riduzione dei costi dei servizi, è un fattore fondamentale di miglioramento delle condizioni di vita in primo luogo delle fasce più povere della popolazione.

b. Servono azioni concrete in termini di “riforme senza spesa”: ad esempio, il superamento degli ordini professionali (per contribuire a riaprire una società chiusa, segnata dal peso di lobby e corporazioni), e l’abolizione del valore legale del titolo di studio universitario (per garantire uno shock nel segno della competizione positiva, dell’invito ai giovani a scommettere su di sé più che sul possesso di un pezzo di carta).

c. Occorre ridurre a 7 giorni al massimo il tempo necessario all’apertura di una nuova impresa, comprimendo tempi e caratteristiche degli adempimenti amministrativi, o comunque generalizzando criteri di silenzio-assenso e di autocertificazione: intanto, l’impresa apra e proceda, e poi provveda al completamento dell’iter burocratico.

2. Non è possibile rinviare ancora l’apertura del dibattito sulle riforme strutturali, in Italia ferme da troppo tempo, e sempre differite e rinviate. E’ necessario che da subito, e comunque nella prima parte della legislatura, si ponga mano alla questione della sanità, del pubblico impiego e delle pensioni, a partire dall’innalzamento dell’età media effettiva di pensionamento, in una nuova alleanza tra padri e figli, e con atti di generosità dei primi nei confronti dei secondi. Ma attenzione, i tagli da soli non servono. Interventi finanziari non accompagnati da un cambiamento delle regole sono effimeri: occorre cambiare le regole che sono alla base della crescita della spesa pubblica.

3. In termini di mercato del lavoro, occorre ripartire dal Libro Bianco di Marco Biagi. Certo, non possono essere solo i lavoratori a correre i rischi della flessibilità: ma sbarazzarsi della Legge 30 sarebbe un grave errore. Va invece riequilibrata e completata, e proprio nella direzione del Rapporto Biagi, e quindi riscrivendo il sistema degli ammortizzatori sociali, che in questo paese hanno finito spesso per tutelare troppo pochi (su 100 persone che perdono il lavoro, in Italia, solo 17 hanno una qualche forma di tutela). Ecco perché bisognerebbe -invece- pensare al modello inglese, con un sussidio di disoccupazione, e un meccanismo di “welfare to work”. Contestualmente, occorre affrontare il nodo dei salari italiani, tuttora tra i più bassi d’Europa. E’ necessario e possibile detassare per cinque anni gli aumenti salariali, e prevedere una riforma dei contratti che leghi la parte variabile dei salari ai risultati raggiunti e alla produttività. I sacrifici non possono essere sostenuti da una sola parte.

Tra i primi firmatari troviamo:

- Alberto Alesina, Economia, Harvard University
- Giuliano Da Empoli, Direttore di “Zero”
- Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes
- Natale Forlani, Amministratore Delegato di “Italia Lavoro”
- Oscar Giannino, Vicedirettore di “Finanza e Mercati”
- Francesco Giavazzi, Economia, Università Bocconi di Milano
- Massimo Lo Cicero, Economia dello sviluppo, Università di Roma La Sapienza
- Pio Marconi, Sociologia del diritto, Università di Roma La Sapienza
- Alberto Mingardi, Direttore generale Istituto Bruno Leoni
- Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, Economia, Università di Roma La Sapienza
- Fabio Pammolli, Direttore di “Istituzioni Mercati Tecnologie”
- Gaetano Romano, Presidente Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati
- Florindo Rubbettino, Editore
- Luca Solari, Direttore del Centro di ricerca interdipartimentale Work, Training & Welfare, Università degli Studi di Milano
- Carlo Stagnaro, Direttore dipartimento “Ecologia di mercato” Istituto Bruno Leoni
- Secondo Tarditi, Economia, Università di Siena
- Chicco Testa, già Presidente dell’Enel

Speriamo che questo appello non venga dimentcato in fretta come troppo spesso capita.

Nuovo appello “L’Italia ce la può fare”

Tagged: , on 20 June, 2006 by midclass

1 Comment

Post

Radicali, Boselli e il “fiero proporzionalista”

In Politics on 20 April, 2006 by midclass Tagged:

Ore 00:01 di giovedì 20 aprile 2006, Rai Uno, Porta a Porta, in studio Enrico boselli dice:
“Sono sempre stato un fiero proporzionalista”.

Ora, i Radicali vanno dicendo ogni due per tre che uno dei motivi per cui non hanno scelto il centrodestra è questa brutta (e brutta in effetti lo è) legge elettorale; li posso capire.

Quello che non capisco è formare un partito con uno che si definisce “fiero proporzionalista” e andare a predicare di volere un sistema maggioritario all’inglese.

Mi aspetto una dichiarazione da parte di Daniele Capezzone in arte “ansa-boy”, speriamo di non aspettare troppo a lungo…

Post

Bonino Vs. Berlusconi a Ballarò

In Politics on 28 March, 2006 by midclass Tagged: , ,

Basta, non ho resistito…

Ho cercato di guardare l’incontro tra Berlusconi e la Bonino, in compagnia rispettivamente di Rotondi e Bertinotti, ma sono fuggito dal televisore quando Berlusconi si è messo a dire che la Bonino giustifica gli omicidi comunisti, in quel momento ho capito che non valeva più la pena fare da spettatore al programma televisivo modello per la sinistra italiana aka Ballarò.

a caldo mi faccio queste domande:

  1. Ma solo a me sembrava che le vere alleanze dovevano essere Bonino – Berlusconi contro Rotondi – bertinotti? Almeno per affinità di intenti…
  2. Ma si può mettersi a parlare di Fanfani e Moro a 10 giorni dalle elezioni 2006?
  3. Il conduttore, Giovanni Floris, è un uomo di sinistra, di estrema sinistra o semplicemente uno che non ha capito il significato della parola “indipendente” applicato al termine “moderatore” o a quello forse a lui più noto di “conduttore”?

Infine una riflessione:

Chi esce sconfitto da questo confronto sono i liberali, perchè Berlusconi sembra sempre di più proiettato verso la socialdemocrazia e lo statalismo (vantarsi di aver aumentato la spesa pubblica non è propriamente di area liberale-liberista..) e perchè la Bonino è nella stessa coalizione di Bertinotti, dove lei proponeva di privatizzare completamente Alitalia (qualcuno ancora ragiona) Bertinotti diceva di volerla statalizzare…

Se volete andare a votare il 9 aprile evitate questo tipo di trasmissioni, invogliano all’astensione come poche cose al mondo.

Post

Radicali pacifisti, la trasformazione continua…

In Politics on 24 March, 2006 by midclass Tagged: ,

Ore 19:45, Tg regionale della Lombardia, parla un esponente della Rosa nel Pugno e dice:
“i giovani vedono la Rosa nel Pungo come un soggetto nuovo, laico e pacifista”.

Ora, associare i Radicali ai pacifisti, movimento da cui hanno preso le distanze perchè permissivo nei confronti delle dittature del mondo, significa che i socialisti nella nuova formazione politica Rosa nel Pugno stanno dettando l’agenda.

Più che portare i valori Radicali dentro l’Unione, mi pare che si stia portando l’Unione dentro i Radicali.

E lasciamo perdere il lento declino delle lotte liberiste di questi ultimi dieci anni.

E lasciamo perdere l’assurda battaglia in favore di “questa” scuola pubblica.

Post

A sinistra c’è Rutelli, Prodi, Mastella…

In Politics on 23 March, 2006 by midclass Tagged:

Leggo dal sito dei radicali:

Capezzone: sempre più chiaro il deficit di laicità a sinistra, è un problema serissimo

Dico io, ma l’hanno scoperto adesso?