Continua la traduzione di ” “Iranian Nuclear Weapons? Options for Sanctions and Military Strikes” (qui file .pdf) del CSIS.
La prima parte qui, e la seconda qui.
Aiuti esterni al programma WMD iraniano
Qualsiasi discussione sui programmi CBRN (Chimico, Biologico, Radioattivo,Nucleare) e missilistico iraniano non è completa senza un’analisi degli aiuti provenienti da altre nazioni.
L’Iran ha cercato aiuti dalla Russia, per esempio. Ha cercato di comprare sotto copertura tecnologia per il suo programma nuceare nel libero mercato in Europa, Russia, e prima della rivoluzione anche negli USA. Ha cercato anche di acquisire tecnologie nel mercato nero. Nel caso del Pakistan, la maggioranza delle prove indica che l’Iran è stato contatta nel 1987 dal network di AQ Khan da cui ha ricevuto i progetti per le centrifughe (P-1 e probabilmente P-2).
Ci sono pochi dubbi che l’Iran sia stato aiutato da potenze straniere nel suo programma nucleare - e in minor parte anche nello sviluppo di armi chimiche e biologiche. Già nel 2001 il Dipartimento della Difesa americano scriveva “L’Iran, con aiuto straniero, sta comprando e sviluppando missili a lungo-raggio, già possiede armi chimiche, e sta cercando capacità nucleari e biologiche”.
Sforzi iraniani per acquistare tecnologia e perizia
Un’analisi Europea, intitolata “allarme immediato”, confezionata dall’intelligence di Gran Bretagna, Germania, Francia e Belgio è fuoriuscita sui giornali dopo la decisione iraniana di riprendere le ricerche del suo programma nucleare nel gennaio del 2006. il riassunto dell’analisi è “le prove dimostrano che l’Iran continua intesivamente a cercare tecnologia e know-how per applicazioni militari di ogni genere”. In accordo con il Guardian l’Iran “attraverso una rete di compagnie di facciata, intermediari, istituti accademici sta cercando d’ottenere -nell’Europa occidentale e nell’ex Unione Sovietica- le esperienze e gli equipaggiamenti per il programma nucleare, lo sviluppo missilistico, e lo sviluppo di arsenali chimici e biologici”.
L’analisi aggiunge che l’Iran sta usando intermediari in Azerbaijan e Armenia per ottenere esperienze nella tecnologia nucleare e missilistica da stati dell’ex Unione Sovietica. Come riporta il Guardian l’analisi comprende una lista con più di 200 nomi tra compagnie, uffici governativi e istituzioni accademiche usate per “ricercare armi”.
Il ruolo del Pakistan
Il Pakistan ha aiutato l’Iran nello sviluppare il suo programma atomico, tuttavia non ci sono prove che il governo pakistano sia direttamente coinvolto. E’ dimostrato che AQ Khan e il suo network hanno svolto un ruolo nell’avanzamento del programma nucleare iraniano. Anche se rimane inconfermato, gli U.S. hanno accusato il Dott. Khan di aver fornito all’Iran le centrifughe P-2.
Le indagini di U.S., Francia, Giappone, Gran Bretagna e Russia sull’arrichimento dell’uranio (EHU) negli impianti iraniani provano che l’equipaggiamento è stato comprato dal Pakistan tra gli anni ‘80 e ‘90. All’inizio del 2005 il Pakistan ha consegnato all’IAEA (International Atomic Energy Agency) strumenti da confrontare con quelli trovati nei siti nucleari dell’Iran. Sia l’IAEA che l’Amministrazione U.S. si sono rifiutati di commentare se sono stati trovati riscontri dal confronto. Molti esperti comunque credono che il Pakistan era la fonte di alcuni progetti relativi a centrifughe e forse strumentazione. Nel 20 agosto 2005, diplomatici dell’IAEA dichiararono che le tracce di arricchimento dell’uranio (EHU) nelle centrifughe di Natanz non derivavano da esperimenti iraniani, ma da strumentazioni fornite dal Pakistan. Il governo dell’Iran confermò che “la fonte della contaminazione non è connessa all’Iran… Siamo sicuri che la fonte non è interna”.
Il gruppo di esuli iraniani, NCRI, sostiene che AQ Khan ha trasportato in Iran una piccola quantità di uranio arricchito (EHU),ma l’NCRI sostiene che la quantità era troppo piccola per produrre armi atomiche. In accordo con un report del settembre 2005 dell’IAEA, le ispezioni hanno trovato traccia di uranio pronto per fabbricare ordigni su equipaggiamenti importati dal Pakistan. Questi equipaggiamenti, come dice il rapporto, sono stati comprati sul mercato nero - presubilmente dal network di AQ Khan.
Non è importante soltanto sapere cosa il Pakistan ha offerto all’Iran, ma è anche importante sapere che la produzione di uranio arricchito (EHU) non viene dal programma nucleare iraniano - questa sarebbe stata una prova del programma nucleare iraniano. Nessuno al di fuori del Pakistan ha parlato con AQ Khan per sapere il tipo d’aiuto che ha fornito all’Iran in opposizione al governo Musharaf. Il Presidente Preverez Musharaf era preoccupato che consegnando AQ Khan a IAEA, americani o europei poteva mettere in pericolo la sicurezza nazionale del Pakistan.
Nel 10 marzo 2005, comunque, il governo pakistano ha amesso che AQ Khan ha venduto all’Iran materiale d’importanza cruciale per l’arricchimento dell’uranio. Il Ministro dell’Informazione pakistano ha detto che AQ Khan ha “dato alcune centrifughe all’Iran… Ha aiutato l’Iran con le sue personali capacità, e il governo pakistano non ha nulla a che vedere con questo”. Rashid Ahmed ha aggiunto “Si, abbiamo dato il sistema di centrifughe all’Iran. Si, il Dr. Khan ha dato all’Iran questa tecnologia”.
Bukhary Sayed Tahir - un’affiliato al network di AQ Khan - ha ammesso di aver venduto all’Iran tre centrifughe avanzate a metà degli anni ‘90. Gli U.S. temono che questo modello possa essere usato per costruire migliaia di centrifughe P-2, questo significa un avanzamento del programma nucleare iraniano rispetto a dove si crede sia ora. Questo sembra contraddire i proclami iraniani in cui dicevano che nel 1987 AQ Khan ha fornito loro le illustrazione delle centrifughe P-2 ma non i progetti. L’intelligence degli U.S. non si fida delle dichiarazioni di Tahir; quest’ultima dcichiarazione contraddice sue dichiarazioni precedenti e le dichiarazioni di altre persone appartenenti al network.
C’è ancora molto da scoprire sull’aiuto del Pakistan all’Iran, e anche se agli ispettori dell’IAEA fosse fornito pieno accesso è difficile pensare che possano ricostruire per intero la storia degli aiuti; resta oscuro anche l’utilizzo che l’Iran ha fatto degli aiuti e delle apparechiature nel suo programma nucleare o per costruire armi con il suo materiale fissile.
Fine parte 3, continua…
Se ci sono errori di traduzione o di italiano segnalateli e verranno corretti.
Nella prossima parte (parte 4, qui) si continuerà ad analizzare il ruolo di altre potenze, sarà la volta della Russia.